Copertina Feltrinelli Fabienne Kanor D'acque dolci

D’acque dolci di Fabienne Kanor

Recensioni

Questo romanzo è una lettura fatta tanti anni fa. A voi capiterà uguale, di alcuni libri ricordo anche i luoghi in cui li ho letti. L’odore, addirittura alcune delle persone intorno, l’ambiente e molto frequentemente lo stato d’animo.
D’acque dolci in particolare, ricordo di averlo acquistato alla Feltrinelli di Padova, vicino al Palazzo del Bo, ero di corsa, al mio solito, per andare a prendere il treno, come ogni weekend. Terminate le ultime lezioni e se libera da impegni di lavoro, trascinando il mio trolley dalla mattina presto, tornavo a Trieste. Rimpatriavo per rivedere la mia famiglia e respirare l’ossigeno che a casa mia sapeva di mare. In quel periodo, tra il 2000 ed il 2008 non avevo molto tempo per leggere, ero impegnatissima tra esami all’università, stage al Museo degli Eremitani, lavoro in agenzia viaggi, casa spesa qualche amica, moroso e poi lavoro impegnativo nel settore degli eventi, ma questa è un’altra storia.
Leggere, era un lusso, un’attività relegata al week-end e molto spesso riempiva il viaggio, andata e ritorno, e le interminabili ore seduta, freddo o caldo, poco importava, sulle panchine a Mestre.

In queste ore d’intermezzo, dove non ci sarebbe stato spazio per nulla, potevo leggere. Da noiose e piene di fastidi, le attese o i ritardi erano ben accolti, potevo leggere ancora un capitolo, poco male.
Sceglievo libri non troppo spessi, sia per il poco tempo sia perché dovevo trascinarli nella mia borsa e ho sempre odiato le borse giganti, sono una persona minimal quasi per tutto, tranne che per le porzioni di dessert, ma chi è perfetto!

Fabiennne Kanor, nel 2008 quando ho acquistato il libro, non la conoscevo ma la sinossi, letta rapidamente sul retro del libro mi ha rapita e non ci ho messo molto a decidermi. Di solito scelgo quello che mi piace con molta rapidità, raramente sbaglio, posso dirlo con nessun timore di essere smentita. Lei è una scrittrice e giornalista nata ad Orleans in Francia nel 1970, solo nove anni più di me, la ammiro come ammiro tante persone che vivono di scrittura e la usano come una spada per farsi strada nel mondo, è il mio sogno, ma bando alle ciance su di me, Fabienne dopo la laurea in Linguistica e Letteratura moderna parte da una carriera ne settore della comunicazione, scrittura e capacità di trasmettere sono nelle sue corde e prende il volo, lavora per la televisione, radio e stampa. Il suo primo romanzo rimane ancora non pubblicato. Vive due anni in Senegal dove scrive D’acque dolci che pbblicato con Gallimard nel 2004 vince il Prix Letteraire Fetkanne. Poi esce nel 2006 Hummus.

La passione per la comunicazione ed il desiderio di mettere a nudo alcune verità troppo ombreggiate, rimangono trasversali e dirompenti quando successivamente si dedica con la sorella, Veronique Kanor, a girare un film: La Noiraude. Dove parlano di una donna, le figure femminili sono sempre predominanti, ma non solo donna è originaria di Guadalupe e vive a Parigi. Una “principessa nera” come viene chiamata. Sarà il primo film della trilogia progettata, poi verrà “C’est qui L’Homme” che indaga le dinamiche di genere in una società in evoluzione, direi amaramente in CONTINUA lotta per stabilire un equilibrio costantemente precarizzato.

La storia di Frida, protagonista di D’acque dolci, è intrisa di fatti crudeli. Ha ucciso e sta meditando di uccidersi. L’escursus temporale tra queste due vicende purpuree è la sua intera esistenza, fatta di lotta e desideri sopiti, di osservazioni sul mondo a tratti incomprensibile che la circonda. Amore e libertà, senso di colpa atavico e resilienza, lotta. La parola a cui penso sempre leggendo questo libro è lotta fino all’ultima goccia di sangue, fino all’ultimo respiro per vincere l’unica battaglia che ognuno di noi è chiamato a combattere in vita, la lotta pe chi è vivo e vivrà, il resto è tutto andato, guardiamo avanti. Mi sembra una lettura azzeccata per il periodo attuale e spero di avervi dato uno spunto interessante!

Fatemi sapere nei commenti, con affetto

Lucy

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