Maggio di lettura

Recensioni

Maggio è scappato rapidamente, trentuno giorni, un mese lungo eppure, mi è sfuggito tra le mani.

Sono stata molto impegnata in queste settimane. Sto cercando di trovare, di nuovo, un posto nel mondo. Il mio precedente “sistema” è crollato. Sto attivando i piani C,D,E…tengo da parte F,G,H. So per certo che prima o poi arriverò a Z. A quel punto? Cosa si fa, si riparte con A oppure si inventa un nuovo alfabeto. Chi può dirlo, vivendo lo scopriremo.

Maggio, sono stata abbastanza brava con le mie letture, ho amato quasi tutto quello che mi è capitato a tiro, alla lista andrebbero aggiunti due titoli di autori sconosciuti e di cui non conosco il titolo, letti durante un corso, è stata un’esperienza interessante che mi ha impegnato le domeniche. Ho imparato delle cose, il che è utile, ho capito anche qualcosa in più di me, decisamente non secondario.

🌸A sangue freddo – Capote
🌸La mano nera – Giuffrida/Ciatti
🌸La signora trasformata in volpe – Garrett
🌸Sortilegi – Pitrzorno
🌸Sullo scrivere e sui libri – Orwell
🌸L’orchestra rubata di Hitler – Montemurro
🌸La figlia unica – Nettel
🌸Quel fantastico giovedì- Stainbeck
🌸L’assassino – Simenon
🌸L’arte del romanzo – Kundera
🌸La luna e i falò – Pavese
🌸Il mare senza stelle – Morgenstern questo ancora in lettura va a rilento…

A sangue freddo credo dia il primo romanzo di Capote che leggo, e dovrò recuperare tutto. Un taglio pazzesco dato alla storia, netto, preciso, con descrizioni perfette. So che non si deve scrivere perfetto. Chi sono io per definire uno stile tale, ma lo è. I tempi sono dosati, i personaggi svelati escono dalle pagine, netti pennellati perfettamente. L’atmosfera ti coinvolge a tal punto che ad un certo punto ti senti catapultato nelle pagine e VEDI letteralmente la storia scorrere davanti ai tuoi occhi.

La mano nera, a questo testo ho dedicato un post intero ovviamente mi è piaciuto perchè è una sorta di dossier su un tema tremendamente attuale. Leggetelo è istruttivo e molto toccante!

La signora trasformata in volpe, una favola delicata e struggente. Un momento di poesia, di richiamo alla natura. Un desiderio sopito dentro a tutti i nostri cuori, la ricerca della propria natura, diventare noi stessi è la missione più difficile da compiere e lo si deve fare a costo di un grande sacrificio, ma altrimenti la vita non avrà senso averla vissuta. Oggi ci leggo questo dentro…oltre ad una visione dell’Amore, quale possesso, niente di più inconcludente, come potrà sperimentare il protagonista di quuesta incredibile vicenda.

Sortilegi qui siamo davanti alla raccolta di tre racconti. Il primo quello più lungo credo sia anche quello che mi ha conquistata maggiormente. Un rifacilento di un precedente lavoro della Pitzorno, che ammetto non avevo ancora letto. Si tratta di una favola struggente, che parla di pregiudizio e di ingiustizia con uno sguardo innocente. Si sente il peso di questa riflessione entrare nel cuore leggendo il testo. Notevole la ricerca del linguaggio, lavoro non da tutti. Molto bello.

Sullo scrivere e sui libri. Ho adorato questo libretto di Orwell. Lucido saggio in cui sembra quasi di intrattarnere una conversazione con lui, quale privilegio sarebbe stato. Lungimirante, netto, prodigo di visioni lungimiranti. Inconfondibile ed imprescindibile, conto di leggere tutto quello che ancora mi manca di suo.

L’orchestra rubata di Hitler, un bel romanzo, ormai ho capito che i libri della Montemurro mi entrano subito nel cuore, secondo me qui è andata ancora avanti sia nello stile che nella costruzione della trama, dovrebbe avere maggiore successo, lo meriterà, forse deve arrivare il momento giusto come per tutti. A mio avviso è un libro interessante da leggere, tratta un tema interessante e poggia su figure femminili.

La figlia unica questo romanzo attendeva da qualche mese di essere letto e finalmente è arrivato e in un paio di giorni ho divorato ogni sua pagina. Mi ha conquistata per il suo tratto molto semplice, la trama è strutturata bene, i personaggi ci sono. Il tema interessante, soprattutto mi ha fatto pensare molto questo concetto di maternità liquida. Tema per me, che ho deciso di non avere figli, molto importante, soprattutto alla luce degli ultimi sconvolgimenti nella nostra famiglia che hanno minato moltissimo le relazioni e che mi hanno fatto soffrire molto, portando alla ribalta tematiche che ero riuscita a far tacere per qualche anno. Ma le ferite si riaprono facilmente, purtroppo c’è chi gode nel togliere le crosticine. Io non ne avevo bisogno, ma la vita è fatta anche di sconfitte, questo libro quindi per me è stato particolarmente tocante.

Quel fantastico giovedì mi ha riprovato che Steinbeck è uno tra i miei autori preferiti, ha una narrazione ed una caratterizzazione dei personaggi che prendono immediatamente il lettore. Ti catapulta nei suoi mondi, sei parte delle vicende che accadono spesso ti riconosci nei tratti di qualcuno dei suoi personaggi. Qui sono stata tramortita dalla triste esistenza dei personaggi, sembrano degli emarginati che nella tristezza delle loro esistenze hanno trovato un sodalizio, sopravvivono malgrado l’oscenità della realtà nella quale sono calati.

L’assassino qui ho ritrovato lo stile asciutto di Simenon che descrive sentimenti e psicologia con un tocco noir particolarmente interessante. La società ed il suo asservimento alle apparenze. I ragionamenti di Kouperos ci fanno pensare ad un dialogo con la nostra stessa coscienza, siamo tutti esenti da questa follia borghese oppure ne siamo vittime?

L’arte del romanzo di Kundera ovviamente occupa uno dei primi posti nel podio delle letture di maggio. Sono particolarmente legata a Kundera perchè è stato l’autore che mi ha davvero fatto vedere la scrittura sotto un’altra luce. In questo libro composto da sette parti descrive il romanzo come una polifonia, scrittura e musica vengono accomunate da questa capacità di “raccogliere” un sentire umano trasversale, in termini di condivisione di sentimento e competenza pura, nel trasmettere un senso che altre forme letterarie non riescono a raccogliere in se.

La luna e i falò l’ultimo romanzo scritto da Pavese prima del suo suicidio, una summa forse, o per lo meno rispetto la consapevolezza acquisita fino a quel momento. Mi domando cosa avremmo potuto leggere ancora, se fosse riuscito poi a superare questi sentimenti contrastanti e sofferti co cui filtrava realtà ed emozioni. La luna ed i falò è una storia di ritorno ma si snoda come una specie di flusso di coscienza, ricordi, presentimenti, odori riflessioni che tramite l’espendiente dei flashback e dei monologhi restituisce una visione poetica della realtà nella quale i personaggi si muovono.

Il mare senza stelle, non so se riuscirò a terminarlo. Forse lo farò, lentamente, soltanto perchè nella mia vita ciò che odio di più è lasciare un’opera a metà. Non riprovarci e non finire. Devo farlo per una specie di questione di principio. Forse il mese prossimo potrò scriverne… vedremo. Il genere proprio non riesce a prendermi.

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