#21GIORNI SCRIVENDO 3° ESERCIZIO!

Scrittura

Ecco il terzo esercizio ho scritto questa cosetta proprio in dieci minuti zik zak col caffè! E’ stato davvero divertente se hai voglia anche tu di metterti a scrivere questi sono spunti molto interessanti!

 Racconta una partita a scacchi dal punto di vista di un pedone sulla scacchiera.

Ringrazio sempre il cielo per essere fatto di legno. Mi hanno tornito in un resistente mogano, sono pregiato, risplendo e posso sempre darmi un tono. Mi staglio bene sulle caselle di avorio della nostra scacchiera, tutta la mia famiglia è al completo, non come accade a certe scacchiere di resina o legnetto di seconda scelta, a noi ci ripongono con cura, ci contano e quando sono certi che riposiamo tutti nei nostri giacigli di velluto, ci ripongono in un luogo sicuro. Si, sono fortunato per queste attenzioni, i giocatori ci sfiorano con un certo ossequio, d’altronde dove dovrebbero andare senza di noi, soprattutto senza di me, pedone e fiero del mio ruolo. Tarchiato e ben piantato a terra, ho un delizioso feltrino sotto che rende carezzevole il mio incedere sugli scacchi. Ora mi stavo appisolando nella silenziosa penombra della stanza ma improvvisamente ho sentito dietro la mia nuca lo sguardo preoccupato di giocatore 1, giocatore 2 mi aveva posizionato qui già da un pochino. Solo adesso Giocatore 1 si è accorto che qualcosa non va, ed ecco che ci risiamo, mi punta gli occhietti slavati addosso, sento il fiato che arriva pesante su tutti noi, ci lamentiamo moderatamente, per fortuna non abbiamo nessun foro attraverso il quale gli effluvi sgradevoli di questi esseri umani sudaticci ci possa dar fastidio, noi pedoni, diverso è il discorso per cavalli re e regine, ma loro sono parenti di non so che grado e si sa anche tra pedine i rapporti non sono così forti. Ora sono fermo qui e blocco la mossa di giocatore 1, percepisco giocatore 2, gongola, come sempre. Giocatore 1 cambia spesso, giocatore 2 è sempre lui, si sfrega le mani ogni volta che ci tira fuori, di solito vince. Sono contento sia lui ad averci in questa partita, non ha mani mollicce e sudate come capita ai giocatori 1. Tamburello di dita sul tavolo, mano che si avvicina alla mia testa, no non mi muovono, l’attenzione si sposta verso torre che vedo abbastanza preoccupata, lei detesta le mani appiccicose che la prendono per la collottola, poi a lei il contatto può durare parecchio anche tutta intera la fila, sei o sette riquadri, non la invidio. Ora mi sembra di potermi riposare sereno, ho già visto questo schema, giocatore 2 guarda giocatore 1 scuotendo la testa… e scacco matto ecco Re per l’ennesima volta schiacciato a faccia in terra, io sono pedone bello tarchiato e luccicante e nessuno mi ha mai capottato. Questa partita sono stato mosso solo due volte da mani asciutte e tra poco si torna a casa. Alla prossima!

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