I falò dell’autunno.

Recensioni

Ci sono dei sogni e delle visioni in questo romanzo della Irene Nemirovsky che sta, ad ogni nuova lettura, diventando una delle mia scrittrici preferite. Falò d’autunno, che bruciano nella nebbia, che devastano per consentire al terreno di essere nuovamente fertile per la vita che si deve ripetere. Un ciclo antico, a cui anche oggi non possiamo sfuggire.

Trama:

La vicenda, divisa in tre parti, distinte con date precise, si svolge in un lungo periodo storico che va dal 1912 fino al 1942. Protagonista è un gruppo di Parigini, borghesi, le cui vite si intrecciano. Le famiglie vengono ritratte nei loro costumi e nelle abitudini consuete del periodo poco prima della prima guerra mondiale. Piccoli divertimenti, passeggiate, la scuola, le minime speranze di ognuno. Modesti alcuni, più agiati altri, ambiziosi taluni e sognatori. Lo scoppio della guerra sancisce un taglio netto con la vita come l’avevano conosciuta fino quel momento. Therese insieme alle altre donne e ai genitori anziani resta ad attendere che si svolgano le battaglie, che rientrino a casa i ragazzi andati a combattere. Qualcuno non tornerà, lasciando un posto pesantemente vuoto per gli anni successivi – fino alla fine del libro – qualcun’altro tornerà profondamente segnato come Bernard, partito giovanissimmo, contro il volere dei genitori e poi trasformato, privato di quell’innocenza e di quel desiderio idealista di libertà. Bernard incarna quella parte della società che si sentiva tradita dalla guerra, aveva lasciato la parte migliore di se in campo di battaglia, ora rivedeva la borghesia rimasta in città arricchirsi, speculare su vicende che loro, i soldati, avrebbero continuato a vivere come un incubo ricorrente. Tutto trasformato in gioco, a nulla erano valse le vite cadute, quelle che si sarebbero spente successivamente. Ogni mossa sembra guidata dal desiderio di afferrare l’attimo fuggente. Il denaro guadagnato facilmente è una chimera dalla quale viene affascinato anche Bernard, Theresa invece incarnerà per tutta la storia la parte buona ma vinta di quest’uomo. Lei resterà fedele all’Amore, anche nei tempi più bui, anche quando capirà di non avere speranza, di non giocare una partita con carte vincenti. La tragedia di una perdita importante sembra risvegliare in Bernard il ragazzino sopito, quello che aveva creduto nei principi di onore e di rispetto. Dopo aver vissuto distante e prigioniero, dopo essere stato per anni schiavo di desideri meschini finalmente sembra vincere qualcosa di buono, conservato come una fiammella, un piccolo falò interiore, che nemmeno le bruttezze più spietate sono riuscite a spegnere.

Il suo linguaggio, pur appesantito a tratti dal tempo, risulta ancora moderno, i temi sono universali. Lei parla di contrapposizioni umane, quelle che non smetteremo mai di vedere e di vivere sulla nostra pelle e nelle quali ci riconosciamo.

Quali temi universali si ripresentano in questo romanzo. L’Amore, sicuramente è uno dei fili conduttori dei romanzi della Nemirovsky, però è comprensivo di tutte le sue sfaccettature, è un amore complicato dalla diversa prospettiva dei due amanti, un Amore dentro il quale confluiscono i desideri del mondo. La coppia è annientata dalla realtà nella quale si trova immersa, le complicazioni dovute alla guerra, all’ingordigia, alla corruzione, alle tragedie quotidiane che sembrano sovrastare ed annientare anche chi si vuole sottrarre da queste.

Therese vive una vita minuscola, fatta di desideri piccoli, speranze spesso nascoste. Lei nella sua ingenuità già conosce ciò che desidera, ciò che le appartiene e ciò che inevitabilmente perderà, eppure, consapevole del dolore che sarà destinata a provare non rinuncia al suo amore per Bernard Jacquelain.

Personalmente a tratti mi sono identificata molto in Therese, e poi anche con Bernard che si perde dietro ai suoi desideri per poi, acquisita consapevolezza, tornare sui suoi passi e riabbracciare la sua identità… tornare alle sue origini.

Un circolo inevitabile, quello verso la consapevolezza. La sfida nei confronti della vita, ognuno a modo suo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...