Il treno dei bambini di Viola Ardone

Recensioni

Ho letto questo romanzo durante le ferie e ho lasciato sedimentare i sentimenti provati in queste settimane. Pensavo si sarebbe sopito questo leggero dolore che la storia mi ha suscitato. Invece permane, ogni volta che ripenso al protagonista…

La trama è semplice, un’associazione di volontari raccoglie bambini di famiglie povere al sud e li manda con un treno in Emilia Romagna, dove a suon di Bella Ciao! e panini con la salsiccia i piccoli si rimettono in forze e vengono mandati a scuola, vedono una realtà diversa, possibile. Alcuni resteranno per sempre incastrati tra l’identità, la famiglia, di “prima” e la possibilità di un futuro diverso. Un dramma minimo, vissuto da questi bambini, dalle famiglie di origine, dalle famiglie adottive. Un flusso di Amore che non conosce direzione, a volte riesce ad essere veicolato correttamente altre volte meno, in base ad esperienze personali, blocchi, cultura, semplicemente i fatti della vita.

Forse è stato toccato qualche tasto particolare, qualcosa di sopito dentro di me. Resta il fatto che ripensare al protagonista ed ai personaggi intorno a lui mi ha aperto una prospettiva particolare. II rapporto, quello tra i più intimi, con la propria madre, credo sia un vero e proprio vaso di Pandora. La stessa cosa mi sta accadendo con l’Arminuta, lo stesso dolore adolescenziale che ho intravisto in L’acqua del lago non è mai dolce, lo stesso amore interrotto e sofferente in Sembrava bellezza della Ciabatti.

Ci sono fili conduttori che accendono impulsi elettrici dentro di me in queste storie. I personaggi, le loro vite, seppure completamente slegate e diverse tra loro, per posizione geografica, età descritte, desideri e prospettive entrano in conflitto con le proprie radici.

La frase che più spesso mi veniva in mente ripensando all’evolversi della vita del protagonista del Treno dei bambini e dei suoi compagni è una celebre osservazione:

Noi siamo il risultato del rifiuto di ciò che gli altri hanno fatto di noi. Sartre.

Questo credo sia il nodo nevralgico sul quale tutte queste storie premono. Cosa è stato fatto di noi, di me nel mio caso, ma credo il tema valga per tutti. Cosa poi, domanda più importante, siamo riusciti a sovvertire, abbattere, ricomporre dentro di noi, una specie di rivoluzione per consentirci di evolvere. Andare oltre il limite e l’aspettativa posta dagli altri? Rendersi conto di questo può essere molto doloroso perchè, fino ad una certa età non ci rendiamo conto di quanto, ogni singola scelta sia condizionata dallo sguardo degli altri sulla nostra vita. Ripeto, sulla NOSTRA vita, ciò che abbiamo di più prezioso.

L’indipendenza, per alcuni più di altri, si paga a caro prezzo. Emanciparsi forse non è mai possibile, potrebbe essere che la vita riservi molte incognite. Molti incontri sbagliati, qualche fortunata combinazione, ma in ogni caso siamo noi a decidere cosa far germogliare e cosa sradicare dentro di noi. Deciso questo bisogna trovare il coraggio di estirpare l’erbaccia che soffoca l’Io a cui tendiamo.

Tutto questo per dire che leggere un romanzo, calarsi in un mondo narrativo, consente di svelare la realtà, sondarla attraverso una lente d’ingrandimento, rivivere emozioni, eviscerarle con senno di poi, attraverso le budella e la prospettiva di qualcun altro. E poi? Porsi delle domande. Crescere. Riflettere.

La narrativa per me è questo, probabilmente tutta la scrittura, in ogni sua manifestazione tende a questo, il mio linguaggio attualmente è la narrativa, ma credo valga anche per chi ama la poesia, il noir, il romanzo psicologico, forse il fantasy perchè credo anche lì ci siano idee narrative alla base, se si tratta di una storia studiata bene per forza di cose sonda un tema fondamentale.

Queste le mie modeste impressioni sulla questione, ovviamente ci sono parecchi pensieri al riguardo che mi frullano in testa, di cui credo, prima o poi, avrò modo di scrivere, ma devono ancora sedimentare. Intanto se vi fa piacere vi leggo volentieri. Il treno dei bambini, lo avete letto? Che impressioni vi ha suscitato? Sono molto curiosa se qualcuno passa e vuole lasciarmi il suo pensiero!

Grazie Luciana

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