Netflix versus reality

Conversazioni

Ciao mi chiamo Luciana e ho un problema: mi piacciono troppe cose.

Ma credo questo sia un argomento molto diffuso. Appassionarsi di letteratura, viaggi e cinema contiene in se un unico seme germogliatore: il desiderio di scoprire, dentro e fuori di se, nuovi orizzonti. Per ovvie ragioni il viaggio, inteso fisicamente, ultimamente è limitato, ma desidero comunque cominciare a produrre qualche contenuto al riguardo.

Tornando al topic del post. Facendo qualche ricerca online vedo che il cinema perde un pochino contro Netflix, sia in ambito internazionale che in Italia. La fruizione rapida, l’aumento di contenuti disponibili e la serialità che contraddistingue Netflix ovviamente gioca a favore.

Ma il sapore vintage delle poltroncine rosse… non è per nulla la stessa cosa. La visione collettiva di un film, è esperienza. Si tratta di una vera immersione, senza cellulare a distrarre. Anche quando il film ti annoia o non è di tuo gusto, sei li, seduto nella tua poltrona e devi concentrarti. Il tema della perdita dell’attenzione è un altro capitolo della faccenda ma sorvolo per questioni di spazio.

Cinema, a Trieste c’è una frase simpaticissima a mio avviso che dice più o meno così: ” Cosa xe tuto sto cinema?” In pratica cosa sono queste scuse per non fare qualcosa. Spettacolo. Ma scoprire che esiste tutto un mondo connesso con la produzione di contenuti è stato il mio focus queste settimane. Cosa succede attorno ad una produzione cinematografica quando stanzia su un territorio. Quali relazioni si intessono, quali maestranze vengono messe in campo e come ineragiscono? Come fanno semplici parole su carta o meglio idee in una testa, a trasformarsi in un’esperienza in cui centinaia di persone si identificano, commuovono, dibattono?

A tutte queste domande mi piacerebbe rispondere con una nuova serie di post che vogliono stimolare la curiosità ed il desiderio di “uscire” andare nei luoghi ed incontrare le persone che fanno cinema sul territorio.

Ricordo che quando ero adolescente in quarta ginnasio avevo cominciato, con una mia compagna, ad andare al cinema ogni week-end. Tanto to avevo cominciato a decorare la porta della mia camera attaccando tutti i biglietti del cinema. Qualcuno si ricoderà i tagliandini piccoli di carta verdina, giallina, rossa o azzurrina. Mi domando cosa sarebbe accaduto se, nella mia vita, io fossi stata in grado di coltivare fin dal principio le mie passioni, intendo riconoscerle come degne di attenzione, combattere per loro e studiare in merito. Avrei avuto sicuramente maggiori soddisfazioni. Ma la vita per me è stata un percorso ad ostacoli.

Ora mi trovo in una nuova fase, ogni tot anni mi succede. Il cinema assieme alla scrittura sono diventate le mie aree prioritarie, le dimensioni nelle quali ricercare e ritrovare la mia identità. Sono spaventata e felice al contempo. Si sono aperti orizzonti nuovi, forse opportunità in cui arricchire la mia professionalità. Uso molti forse, molti condizionali… non sono abituata a credere troppo nelle opportunità. Ma, malgrado questo velo di cinismo con cui affronto la vita adulta, non smetto di impegnarmi con tenacia.

Dal lavoro e dall’impegno possono nascere solo cose buone. Dove possano portarmi non lo so e non posso che augurarmi siano una sfida. Un luogo dove far crescere qualla parte di me che mai ha avuto l’opportunità di manifestarsi.

Ad maiora!

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