Lo strano caso del lifting facciate

Conversazioni

Avevo scritto questo piccolo pezzo alla fine di marzo 2022 tornando a casa alquanto sorpresa nel vedere il prolificare di cantieri. Noto con rammarico che poco si è fatto e che aleggiano fatidici richiami all’ordine. Lo pubblico anche se non è in tema libri ma perchè mi va di dire la mia anche su questo.

Intanto la casa dei miei nonni, dove ho passato l’infanzia resta un buco nero, una questione irrisolta che nessuno sembra vedere eppure ogni macchina che entra a Trieste vede la casa rossa della mia fanciullezza.

Lo strano caso dei lifting di facciata con bonus al 110%. Quando non serve.

Ci sono persone che insistono nel doversi imbellettare, far tirare dal chirurgo e finiscono con lo sfigurare i propri connotati come se l’unica possibile visione di se fosse un’ irraggiungibile bellezza barra giovinezza. Questo fa si che la rincorsa del tempo, impari per definizione, sfianchi tutti, sia chi corre sia chi è spettatore di questa inutile bramosia. Questa osservazione, per niente acuta e neanche tanto nuova, mi è sbocciata tra le meningi questa mattina. Passeggiavo per le strade della mia bellissima Trieste.

Ultimamente i fatti di cronaca, accoltellamenti a destra e a manca, occupazioni selvagge della città da parte di operai e speculatori, ci hanno fatto andare alla ribalta non esattamente per l’immagina di città mitteleuropa al centro di importanti cambiamenti accolti con garbo ed apertura o per inconsuete introspezioni metafisiche indotte dai nostri magnifici tramonti, inutile approfondire ulteriormente. Il punto a cui voglio giungere con questa mia butade, niente di più che il tentativo di un grillo parlante che non ascolterà nessuno, è che le ristrutturazioni con bonus del 110 % stanno crando una città di palazzi coperti da metallo, come se il dentista avesse deciso che andava messa la macchinetta sui denti storti ma, udite udite, alcuni hanno deciso di ficcare anche i denti da latte sotto il metallo, decisioni alquanto discutibili, parliamone.

Questa mia è solo una metafora per sottolineare quanto è candidamente sotto gli occhi di tutti:
innumerevoli palazzi in stato assolutamente integro, con facciate ed impianti ristrutturati anche in date recenti, sono stati e sono sottoposti a ristrutturazione, perchè tanto “Visto che ci siamo”, “Eddai mica si può perdere l’occasione”, “Tanto a noi i permessi li danno ad occhi chiusi”. Sento i lupetti sussurrare, furbacchioni loro. Sapete chi sono vero, quelli che hanno le mani in pasta, amici degli amici che approfittano, anche giustamente per carità, di un’opportunità. Peccato che dietro questo atteggiamento arraffone si nasconda quanto di più becero cela la natura “italiana”, becca tutto a scapito di chi ne ha realmente bisogno, con la connivenza del sistema, delle autorità e di chi passeggia senza vedere nulla intorno.

Ora ci sono evidentemente palazzi che hanno estremo bisogno di ristrutturazione per i quali non sembra possibile accedere, ma intendo proprio palazzi che si stanno sbriciolando da anni, per i quali i vigili del fuoco si sono allertati più volte ma che non hanno ad oggi ancora avuto accesso, pagando, a questa opportunità. Ci sono varie ragioni, mettici l’indolenza di alcuni amministratori di condominio, la lentezza del processo burocratico avviato dalle banche, onestamente capto anche una certa pigrizia generale ma a mio avviso c’è, non me lo levo dalla mente, anche una percentuale di palazzi lasciati allo sfacelo perchè chi non ne avrebbe bisogno sfrutta l’occasione senza nesssun controllo.

E qui casca l’asino, il controllo. Il graal che nessuno riesce a trovare, l’arcano mistero.

Controllare, da parte delle autorità chi fa cosa, come e perchè, senza essere coinvolte. C’è un fenomeno curioso che sta interessando la città, preventivi che lievitano, palazzi già in ordine ma che vediamo ristrutturare, palazzi fatiscenti lasciati all’abbandono malgrado ci sia questa possibilità. Forse il Comune di Trieste avrebbe dovuto vigilare su queste richieste, invitare i palazzi in condizioni precarie e facilitare a loro questo tipo di ristrutturazioni. Giusto perchè una volta tanto, una manovra non fosse solo finanziaria e volta al becero guadagno dei soliti amici ma , l’occasione per chi non ne aveva avuto la possibilità fino ad ora di mettere in sicurezza la casa, dare valore ad alcuni quartieri, insomma migliorare la città in modo uniforme. Invece ci troveremo con palazzi che già erano in buono stato, passare a categorie di classe e palazzi che non avuto accesso a questa opzione declassati e con ulteriore perdita di valore.

Un’altra occasione persa, sotto agli occhi di tutti. Ma nessuno manifesta per le ingiustizie manifeste, meglio inseguire le chimere. Auguri a tutti noi. Auguri di cuore si.

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