La piccola Parigi di Massimiliano Alberti

Recensioni

Avverto che si tratta di una “recensione entusiasta” filtrata dall’amore che ho provato nel leggere questo libro.
Ci sono romanzi che appena li cominci si svelano con tutta la loro dirompente bellezza, dalle prima pagine.
Io non me ne ero accorta, ma travolta dagli eventi di queste ultime settimane, evidentemente ne avevo bisogno e mi sono lasciata trasportare dalla storia raccontata in “La piccola Parigi” pubblicato nel 2020 con InfinitoEdizioni. Una fuga in un mondo nuovo, visto con occhi diversi e con prospettive inaspettate ma che in parte hanno saputo guardare dentro di me, a mio modesto avviso queste sono le linee guida per riconoscere un classico.

Ero curiosa perché l’autore è di Trieste e racconta di una zona della città che mi ha sempre incuriosito, Piccola Parigi per l’appunto, la storia del nostro protagonista Lorenzo si svolge nello specifico in Corte Fedrigovez. Tra case sgretolate, odore di malta, gatti e muschio crescono i bambini, vivono gli adulti, tutti imbrigliati da una sottile brama di equilibrio, felici perché spensierati i piccoli, costretti a tirare avanti in qualche modo gli adulti.

Nel romanzo inizialmente sembra di trovarsi in una piccola Via Pal, un gruppo di bambini che sognano di trasformare il loro mondo che percepiscono ai margini e fatiscente, ma è la loro casa, insieme si lanciano in avventure e scoperte, esplorano i dintorni bisticciano anche picchiandosi ma restando uniti, da piccoli e forse anche da adulti. Attraverso le vicende dei personaggi si esplorano emozioni importanti, l’amicizia, i primi tormenti dell’amore, il rapporto con i genitori, i benpensanti, i limiti di una società sempre contrapposta, la malattia mentale, l’egoismo della gioventù, il sacrificio di mani ruvide, la voglia di ordine, quella cassetta della posta da mettere “a posto” anche dopo l’ennesimo vandalismo. Si incontrano la delusione, il dolore e la morte spesso tabù che vengono nascosti erroneamente ai bambini, qui nella Piccola Parigi ognuno vive una vita autentica, si fa carico della verità, completa di tutte le sue parti.

Le pagine si susseguono, rapide, intrise di una storia che ti conquista ad ogni paragrafo. Si fa strada lo spettro della droga degli anni ottanta e novanta, sempre sullo sfondo c’è chi parte e chi resta, immanente un desiderio di riscatto condito da una sottile speranza, sembra una lotta impari, un pensiero azzardato.

Leggendo del desiderio di rivalsa dei giovani protagonisti, che sembrano nella loro semplicità, incarnare gli unici ancora capaci di sognare o a cui è concesso questo diritto, mi sono venute in mente le mie riflessioni ai tempi dell’università, quando preparavo l’esame di architettura del paesaggio. Quanto la condizione dell’ambiente circostante interferisce sulla percezione di noi stessi e delle possibilità a cui possiamo aspirare? Moltissimo, e qui il romanzo diventa foriero di un messaggio cruciale, non lasciamo dimenticati gli spazi, perché vi abitano sogni che potrebbero esserne soffocati.

Proverò nostalgia per questa storia, mi è rimasta nel cuore, anche adesso dopo 24 ore, è un romanzo che rileggerò sicuramente, e troverò nuovi dettagli, emozioni e chiavi di lettura. Spero di trovare nei commenti le vostre impressioni se lo avete letto e se non lo avete ancora fatto, affrettatevi ne sarete conquistati!

Grazie Massimiliano Alberti per questo gioiellino.

Lucy

Contest #scattoescrivo ecco chi si cela @libri.dietrolatendascarlatta

scattoescrivo, Scrittura

Eccoci al post dedicato al mio piccolo contest di scrittura a cui avete aderito con tanto entusiasmo!
Tra i partecipanti che si sono fatti notare per il testo originale e generoso sicuramente annovero loro Serena e Stefania che collaborano nella gestione del profilo @libri.dietrolatendascarlatta, le trovate su instagram il loro nome e la loro gallery mi hanno subito conquistata per la scelta dei titoli e devo dire la loro risposta subito propositiva a questa mia piccola iniziativa mi ha portato una grande gioia! Sono due ragazze molto solari e vedrete, piene di sogni!

Se anche voi desiderate partecipare a #scattoescrivo, questo sabato 27.03.21 ci sarà il prossimo appuntamento per giocare con le parole, divertirci, stuzzicare la fantasia e conoscerci! Dai vi aspetto!

Conosciamole!

  1. Parlateci un po’ di voi, da dove arrivate e come e perchè siete sbarcate su instagram?

Siamo Serena e Stefania, due amiche di lunga data e viviamo nella “regione che non esiste”, il Molise. 😅 Dal liceo agli studi umanistici all’università, sono molte le esperienze e le passioni che condividiamo. La lettura ne è una e abbiamo aperto questo profilo instagram per poterle condividere e per sentirci più vicine durante questa fase particolare per tutti.

2. Scrivete o vi limitate a leggere? Chi vi ha trasferito questa passione?

Ci piace immaginare storie, spesso parlando partiamo da una situazione semplice e iniziamo a fantasticare. Abbiamo scritto qualcosa, ma per ora la lettura continua ad essere predominante
Serena: La lettura è un momento irrinunciabile per me. Passione trasmessa da mia madre che legge di tutto e colleziona fumetti; da mia nonna, amante di Pavese e Silone, che mi leggeva favole ogni sera da bambina e infine dalla maestra delle elementari che ci invogliava a leggere con iniziative molto coinvolgenti.
Stefania: Sono sempre stata affascinata dai libri, dal loro odore e dal potere di far vivere emozioni e esperienze. Mio padre è il lettore di casa, leggere per lui è cibo per l’anima e la mente ed è ciò che ha trasmesso anche a me. A mia madre devo il primo ingresso in una biblioteca ed è lei che mi ha fatto conoscere il mondo delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi già da piccola.

3. Leggete? Quali sono i vostri tre autori preferiti e potreste darci una parola per convincerci a leggerli?

Essendo in due possiamo dirne 6? 😅 Isabel Allende, Jane Austen, le sorelle Brontë e Luis Sepúlveda. Li descriveremmo tutti con la parola “anima”, perché è a essa che danno voce, ognuno di loro con la propria unicità, ed è all’anima che parlano.

4. Scrivete? Quando e come avete cominciato?

Fino a un po’ di tempo fa la scrittura restava più in un mondo platonico e le idee non riuscivano a prendere forma sul foglio, c’era una specie di pudore. Finiti gli studi, abbiamo scoperto che insieme le cose stavano diversamente e abbiamo passato molte mattinate o pomeriggi a scrivere. In questo momento un po’ complicato, non potendo stare ore vicine, annotiamo idee sulla chat e diamo loro una forma quando abbiamo tempo libero da passare davanti a uno schermo, a distanza.

5. Avete pubblicato qualcosa o desiderate farlo in futuro? Dove potremmo acquistare il vostro libro? Oppure hai qualche progetto per il futuro da bookgrammer?

Conserviamo qualcosa nel cassetto e chissà, magari riusciremo a pubblicare. Progettiamo idee per la nostra pagina, per ora abbiamo già due rubriche mensili (una dedicata alla letteratura cilena e un’altra in cui viaggiamo per le regioni d’Italia attraverso i libri). Stiamo ancora imparando anche noi, vediamo come andrà e magari ci sarà tempo e modo per portare avanti altri percorsi.

6. Cosa potreste consigliare a chi ti sta leggendo per addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la pubblicazione di uno scritto?

Siamo da poco su instagram e il nostro consiglio per chi vorrebbe intraprendere questo percorso è quello di curare i propri contenuti essendo sempre sè stessi. Riteniamo che non si debba mai cambiare solo per piacere di più.

7. Dove vi vedete tra 5 anni, raccontateci, quali sono i vostri desideri?

 A sistemare gli scaffali della piccola libreria che vorremmo gestire…è così che ci vediamo tra 5 anni, magari resterà solo un sogno, ma è sempre bene coltivarli, no?!🙂

8. Grazie per il tempo che avete dedicato a questa intervista e se lo desiderate potete lasciare un pensiero qui, una massima, una citazione, una vostra frase topica in cui vi riconoscete.

Grazie per l’opportunità, è stato un piacere partecipare a questa iniziativa e, se possiamo, vorremmo lasciare un messaggio di speranza per il futuro, in un momento storico così complicato, citando alcuni versi di un romanzo meraviglioso di Isabel Allende.
“Infine fu l’alba. Avanzò l’aurora come un fiore di fuoco e cacciò lentamente l’oscurità. Il cielo schiarì e la brumosa bellezza del paesaggio scaturì dinanzi ai loro occhi come un mondo appena nato.”

Grazie a voi ragazze per la vostra energia positiva è stato bello leggervi e scoprire di più di voi due. E spero il vostro sogno si concretizzi e di poter ordinare libri da voi un giorno!

Questa era l’ultima intervista in programma mi scuso per il piccolo ritardo nella pubblicazione sabato spero di leggervi in molti e di vedere i vostri commenti sotto i testi e i like!
Ricordo che dal prossimo evento solo un profilo riceverà questa mini intervista e così un piccolo posto in vetrina qui nel blog ma credo parleremo anche del testo che vi proporrò perché si tratta di un esercizio di scrittura molto intrigante e penso utile per tutti!

Stay tuned!
Con molto affetto!

Lucy

Scatto e scrivo eccovi @natbook!

scattoescrivo, Scrittura

Ci siamo oggi altro appuntamento con una delle partecipanti al mio piccolo contest #scattoescrivo ecco come funziona

Io propongo una delle mie foto, amo questa forma d’arte e chi lo desidera la commenta con un’idea, un racconto, una poesia, un pensiero, l’obiettivo? Giocare con le parole e conoscersi!

Se vi piace l’idea sabato 27 marzo ci sarà il prossimo evento potrete scrivere e farvi votare fino lunedì alle ore 8.00 ci conto!

Ecco a voi la piccola presentazione che Nat mi ha inviato e attraverso la quale potremo conoscere meglio chi sta dietro il nicknale @natbook che mi sembra certamente una donna piena di desideri, sogni e voglia di condividere la sua passione per i libri!

Scatto e scrivo

scattoescrivo, Scrittura

Eccoci come promesso al post di oggi, dedicato sempre al mio piccolo contest letterario.

Di cosa si tratta? Io amo la fotografia e ho pensato di proporre uno scatto e chiedere alla mia community di inventare una storia, l’ispirazione è libera oppure ci sono delle piccole indicazioni o suggerimenti! Un modo per giocare con le parole e conoscerci di più. Se vi piace l’idea il prossimo appuntamento è

sabato 27.03.2021

Il racconto che riceverà più like verrà selezionato e l’autore riceverà una piccola gratifica, ogni volta diversa. Nell’ultima edizione si trattava di un’intervista per farsi conoscere più a fondo e ho deciso di propporla a tutte 5 le ragazze appassionate di libri e scrittura che hanno voluto cimentarsi! Grazie davvero a voi è stato un piacere leggervi e vedere il vostro entusiasmo!


Ecco l’intervista che vi porterà nel mondo di @ilvelieroincantato il link di questa ragazza mi aveva subito attratta e i suoi modi gentili mi hanno conquistata!

Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei sbarcat* su instagram?

 Sono una ragazza di 30 anni della provincia di Bergamo e faccio un comunissimo lavoro, che però non mi fa sentire realizzata. Forse è proprio per questo che ho deciso di aprire la mia pagina Instagram: per portare nella mia vita un po’ di creatività e trasmettere la mia grande passione per i libri, che da sempre mi fa sentire viva.

Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa passione?

Leggo tantissimo, ma adoro anche scrivere e, dire la verità, non mi ha influenzato nessuno: mi è venuto spontaneo e naturale. Però in famiglia ho una nonna e un nonno che da giovani scrivevano poesie; chissà forse l’ho ereditato da loro. 

Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti darci una parola per convincerci a leggerli?

Leggo giorno e notte. Per me è come una boccata di ossigeno, non potrei vivere senza.

Ecco i miei autori preferiti e le mie parole chiave per loro:

Jane Austen: sublime

Emily Bronte: profonda

Charles Dickens: infinito

Scrivi? Quando e come hai cominciato?

Sì, scrivo da quando ero adolescente. Ho iniziato con il classico diario segreto, poi nel tempo mi sono spinta oltre, scrivendo poesie e racconti per bambini

Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove potremmo accquistare il tuo libro? Oppure hai qualche progetto per il futuro da bookgrammer?

Non ho ancora pubblicato, ma mi piacerebbe riuscirci un giorno. Per ora sono ancora troppo incostante: serve molta disciplina e spesso non concludo le storie che scrivo, ma sto migliorando. Un progetto futuro (che in realtà ho già iniziato) è quello, oltre a recensire libri, di pubblicare sul mio blog qualcuno dei miei scritti.

Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la pubblicazione di uno scritto?

Di essere il più spontanei possibile. E’ importante liberarsi di ogni tabù e scrivere ciò che si ha nel cuore, senza paura. All’inizio ho fatto fatica a causa della mia incrollabile timidezza, ma poi mi sono detta che è importante farsi conoscere per quello che si è. Così ho abbassato il velo e mi sono lanciata; lo consiglio a tutti quelli che vogliano approcciarsi a questo settore.

Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi desideri?

Il mio desiderio più grande è quello di lavorare nell’editoria. Tra 5 anni mi piacerebbe fare un lavoro in questo ambito e, perché no, essere già riuscita a pubblicare un mio libro.

Grazie per il tempo che hai dedicato a questa intervista e se lo desideri puoi lasciare un tuo pensiero qui, una massima, una citazione, una tua frase topica in cui ti riconosci.

Grazie mille a te per avermi dato questa splendida opportunità!

Penso che i libri possano cambiare la nostra vita ed essere un toccasana per l’anima. Quando leggiamo, la nostra mente viaggia attraverso il tempo e lo spazio, e credo che questo sia un dono inestimabile: poche cose altre cose nella vita possono eguagliarlo.

Ti saluto con la mia citazione preferita, di Rossella O’Hara: “Dopotutto, domani è un altro giorno!”.

Grazie a te Nicole per questa ventata di energia positiva ne abbiamo tutti molto bisogno!!

E’ stato un vero piacere leggerti e spero avremo modo di condividere tanti libri e un piccolo pezzo di questa tua strada per raggiungere il tuo sogno!

Vi piace l’idea? Se vi resta qualche curiosità fatelo sapere nei commenti e poi domani altra intervista! Stay tuned!!


Lucy

Scatto e scrivo il mio contest di scrittura!

scattoescrivo, Scrittura

Siamo arrivati al momento in cui vi parlo di una mia iniziativa legata alla scrittura, sono molto emozionata al riguardo.

Quando ho creato i mio account su instagram dedicato ai libri non avevo esattamente idea di come riempire questo spazio. Mi sembrerebbe riduttivo limitarlo a mie recensioni, non sono un critico letterario, quale valore aggiunto potrei dare a chi legge.

Invece so di essere una persona molto creativa ed empatica. Ci sono numerose attività di cui voglio occuparmi nella vita, uno dei primi posti è occupato certamente dalla scrittura e ho pensato ad una iniziativa che possa fondere in se questa mia passione, la fotografia e la voglia di conoscere tante persone. Memore di un vecchio esercizio di scrittura fatto tanti anni fa ho pensato di proporre nel mio profilo instagram una foto e chiedervi di scrivere cosa quell’immagine vi racconta, fino ad ora ho lasciato tema libero e anche lunghezza e modalità. Con il tempo mi piacerebbe trasformare questo appuntamento in una sorta di palestra e direi in un luogo in cui confrontarsi. Vedo che ci sono molti profili di aspiranti scrittori come me del resto, siccome mi piace molto l’idea di supportarli vorrei dedicare ogni volta ad evento concluso, un post nel mio blog alla persona che riceve più like al suo commento!

IL PROFILO CHE È STATO PIÙ VOTATO DI CHIAMA @DUEADUE_ROMANZO ECCO DI SEGUITO L’INTERVISTA CHE LE HO FATTO PER CONOSCERLA DI PIÙ, SONO CURIOSISSIMA DI LEGGERE I VOSTRI COMMENTI!

<p class="has-drop-cap" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">L' ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco. L’ ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco.


Ecco il calendario con le uscite dei post ed i profili che vi presenterò:

  1. @dueadue_romanzo post il 21.03.21
  2. dami_giac diretta 21.03.21 ore 20.00
  3. @ilvelieroincantato 22.03.21
  4. @natasciafacchini 23.03.21
  5. @libri.dietrolatendascarlatta 24.03.21

  1. Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei
    sbarcat* su instagram?

Ciao, mi chiamo Grazia Marzolla e sono l’autrice del romanzo Due a due edito da Giovane holden edizioni a ottobre 2019. Sono pugliese, lavoro nel turismo per un’agenzia che affitta ville di lusso in valle d’itria ma da un anno faccio la mamma a tempo pieno. Sono sbarcata qui su Instagram per dare la possibilità alla mia opera di arrivare a nuovi lettori.

  1. Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa
    passione
    ?

Leggo da quando avevo più o meno 13 anni, mi sono appassionata autonomamente alla lettura iscrivendomi a quegli abbonamenti mensili che arrivavano per posta di acquisto libri da catalogo cartaceo. Ho iniziato a scrivere di ritorno da un viaggio di volontariato in Africa undici anni fa ma quelle pagine sono rimaste nel cassetto. Ho ripreso poi due anni fa in un periodo un po’ buio della mia vita quando volevo un figlio ma non stava arrivando. Leggo ma non sono una divoratrice di libri. Mi piace usare il mio tempo libero anche per fare passeggiate, stare con la famiglia e cucinare. Tre autori che mi sono rimasti nel cuore sono Kalhed Hosseini, D’avenia & Mazzantini. Per tutti e tre mi piace il modo diretto e reale con cui arrivano. D’Avenia anche per la sua capacità di portare la fede e Dio in una maniera non invadente(cosa che ho cercato di riproporre nel mio libro) e la Mazzantini per la sua dote di graffiare dolcemente.

  1. Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti
    trovare una parola per convincerci a leggerli?

Ho sempre scritto pensieri, sfruttando negli ultimi anni la possibilità di divulgarli con semplici post sui social. Nell’inverno del 2019 però ho avuto la prima vera ispirazione e ho scritto il mio primo libro in soli tre mesi. Ho iniziato semplicemente mettendomi davanti al pc lasciando fluire tutto ciò che arrivava.

  1. Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove
    potremmo accquistare il tuo libro? Hai qualche progetto
    per il futuro da bookgrammer?


Ho pubblicato il romanzo “Due a due” in seguito ad una proposta da parte della casa editrice Giovane Holden. Potete trovarlo online su tutti i siti noti: ibs,Amazon, Libraccio e il sito della casa editrice nella sezione autori. Non ho progetti come bookstagrammer, sono sui social più in veste di autore con la speranza di far conoscere il mio romanzo.

  1. Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per
    addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la
    pubblicazione di uno scritto?


Il mio consiglio è di scrivere senza pretese e proporsi con ancora meno. Chiunque pubblica qualcosa pensa di aver scritto l’opera più bella del mondo…(un detto lo dice “scrivi il libro che vorresti leggere“) ma in realtà è un mondo così grande e vasto che restare con i piedi per terra e accettare che c’è sempre da crescere è un’arma vincente. Il mio mantra è “Due a due l’ho scritto per me stessa e per chi è destinato a leggerlo.” Niente sforzi e pretese, rovinerei la magia della sua natura.

  1. Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi
    desideri?

Sinceramente mi vedo esattamente dove sono. Forse e spero con la continuazione di Due a due pubblicata e chissà un altro figlio. Sono più donna mamma e moglie che scrittrice in carriera

Grazie di cuore per il tempo dedicato a questa intervista!
Se avete letto e se vi è piaciuta vi chiedo di fare una piccola story in instagram così da far conoscere Grazia anche ad altri lettori!
Spread Love!

Lucy

J.J. Winkelmann in Trieste

Conversazioni, Travelling&Discover

Few days ago I did a review in my instagram account @bbmywaytrieste in order to ask you directly a starting point for the new section in my blog dedicated to tourism and your feedback between Nature and Museums was the second option! Museums will be the theme of my first post!
This section will be directly written in englsh in order to reach more of you reading. I hope this will be a plus for you!

I will start with Trieste in the North of Italy, it’s my city, and I really love and the J.J. Winkelmann Museum, this is a museum I appreciate also because of my studies. I graduated in “cultural tourism planning” and the most part of exams were about Archeology, reason why I will talk today about the Maya section that you can see at the third floor in the museum.

Did you know that J.J. Winkelmann, one of the most important exponents of neoclassicism, was murdered in Trieste in 1768? Inside the archaeological park you will be able to see a mausoleum containing his remains!

The donation, which took place in 2002, of the Mayan “Cesare Fabietti” ceramics from El Salvador made it possible to include in the archaeological itinerary a look at the pre-Columbian civilizations of Central America. I took a photo of the case in which a wooden crate is displayed. Inside, Fabietti wife, with great surprise, had found numerous archaeological finds from the Maya period found by her husband who was in charge of a new coffee roasting plant in those areas in collaboration with the Illy family. All wrapped in newspaper and more or less filed. He then decided to send them to the Winkelmann Museum which created a small room dedicated to the donation and the historical period.

I found the layout of this small section of the museum very intriguing. Discoveries made by pure chance, as sometimes happens, but fortunately felt into the hands of a farsighted person who had protected them and then after his death his wife had decided to leave them at the disposal of a large public, guarded by the competence of a museum.

I love in a special way this section because my first international trip, after graduation, have been exctly in Center America, in Youcatan where I’ve been visiting all the archeological parks, Chichen Itza, Uxmal, Tulum… I really can’t forget that trip… Are you interested in that archeological story?

Question time!
Would you like a guided tour in this Museum in case you arrive in Trieste?
Let’s contact me It will be my pleasure to host you around the city and in this amazing place!

Lucy

Copertina Feltrinelli Fabienne Kanor D'acque dolci

D’acque dolci di Fabienne Kanor

Recensioni

Questo romanzo è una lettura fatta tanti anni fa. A voi capiterà uguale, di alcuni libri ricordo anche i luoghi in cui li ho letti. L’odore, addirittura alcune delle persone intorno, l’ambiente e molto frequentemente lo stato d’animo.
D’acque dolci in particolare, ricordo di averlo acquistato alla Feltrinelli di Padova, vicino al Palazzo del Bo, ero di corsa, al mio solito, per andare a prendere il treno, come ogni weekend. Terminate le ultime lezioni e se libera da impegni di lavoro, trascinando il mio trolley dalla mattina presto, tornavo a Trieste. Rimpatriavo per rivedere la mia famiglia e respirare l’ossigeno che a casa mia sapeva di mare. In quel periodo, tra il 2000 ed il 2008 non avevo molto tempo per leggere, ero impegnatissima tra esami all’università, stage al Museo degli Eremitani, lavoro in agenzia viaggi, casa spesa qualche amica, moroso e poi lavoro impegnativo nel settore degli eventi, ma questa è un’altra storia.
Leggere, era un lusso, un’attività relegata al week-end e molto spesso riempiva il viaggio, andata e ritorno, e le interminabili ore seduta, freddo o caldo, poco importava, sulle panchine a Mestre.

In queste ore d’intermezzo, dove non ci sarebbe stato spazio per nulla, potevo leggere. Da noiose e piene di fastidi, le attese o i ritardi erano ben accolti, potevo leggere ancora un capitolo, poco male.
Sceglievo libri non troppo spessi, sia per il poco tempo sia perché dovevo trascinarli nella mia borsa e ho sempre odiato le borse giganti, sono una persona minimal quasi per tutto, tranne che per le porzioni di dessert, ma chi è perfetto!

Fabiennne Kanor, nel 2008 quando ho acquistato il libro, non la conoscevo ma la sinossi, letta rapidamente sul retro del libro mi ha rapita e non ci ho messo molto a decidermi. Di solito scelgo quello che mi piace con molta rapidità, raramente sbaglio, posso dirlo con nessun timore di essere smentita. Lei è una scrittrice e giornalista nata ad Orleans in Francia nel 1970, solo nove anni più di me, la ammiro come ammiro tante persone che vivono di scrittura e la usano come una spada per farsi strada nel mondo, è il mio sogno, ma bando alle ciance su di me, Fabienne dopo la laurea in Linguistica e Letteratura moderna parte da una carriera ne settore della comunicazione, scrittura e capacità di trasmettere sono nelle sue corde e prende il volo, lavora per la televisione, radio e stampa. Il suo primo romanzo rimane ancora non pubblicato. Vive due anni in Senegal dove scrive D’acque dolci che pbblicato con Gallimard nel 2004 vince il Prix Letteraire Fetkanne. Poi esce nel 2006 Hummus.

La passione per la comunicazione ed il desiderio di mettere a nudo alcune verità troppo ombreggiate, rimangono trasversali e dirompenti quando successivamente si dedica con la sorella, Veronique Kanor, a girare un film: La Noiraude. Dove parlano di una donna, le figure femminili sono sempre predominanti, ma non solo donna è originaria di Guadalupe e vive a Parigi. Una “principessa nera” come viene chiamata. Sarà il primo film della trilogia progettata, poi verrà “C’est qui L’Homme” che indaga le dinamiche di genere in una società in evoluzione, direi amaramente in CONTINUA lotta per stabilire un equilibrio costantemente precarizzato.

La storia di Frida, protagonista di D’acque dolci, è intrisa di fatti crudeli. Ha ucciso e sta meditando di uccidersi. L’escursus temporale tra queste due vicende purpuree è la sua intera esistenza, fatta di lotta e desideri sopiti, di osservazioni sul mondo a tratti incomprensibile che la circonda. Amore e libertà, senso di colpa atavico e resilienza, lotta. La parola a cui penso sempre leggendo questo libro è lotta fino all’ultima goccia di sangue, fino all’ultimo respiro per vincere l’unica battaglia che ognuno di noi è chiamato a combattere in vita, la lotta pe chi è vivo e vivrà, il resto è tutto andato, guardiamo avanti. Mi sembra una lettura azzeccata per il periodo attuale e spero di avervi dato uno spunto interessante!

Fatemi sapere nei commenti, con affetto

Lucy

La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

Recensioni

Questa settimana, anche senza programmarlo, ho alcuni libri da recensire e sono tutti di scrittrici donne, parlano, ognuno con una sfumatura diversa, di donne. Qualcosa in ogni libro suggerisce che le donne devono lottare, hanno sempre dovuto farlo nel corso della storia e la memoria di quelle battaglie ci arriva come un’ eco.

Devo recuperare parecchi libri di febbraio e qualcuno di gennaio, non credo di voler scrivere una recensione per ogni libro letto, questo porterebbe via troppe energie e temo non apporterebbe a chi legge alcun valore aggiunto. Penso utilizzerò i libri letti come un ponte comunicativo, ogni testo, se ci pensiamo è veicolo di un messaggio. Quale sia il messaggio principale nelle intenzioni dello scrittore probabilmente è spesso noto, arriva, poi all’interno di ogni libro ci sono, a mio avviso dei meta messaggi interpretabili in base allo stato d’animo del lettore, alla sua recettività, alla storia del suo vissuto, spesso anche in relazione aa sua consapevolezza… alcuni libri ci parlano in modo diverso a seconda dell’età nella quale li leggiamo. E’ un mondo magnifico un libro.

Copertina del romanzo edito da Neri Pozza con una tazza in ceramica bianca ed azzurra...come quelle piastrelle descritte nel romanzo dipinte dal padre di Griet

Nell’orecchino di perla di Tracy Chevalier ho trovato un paio di ingredienti che a me piacciono particolarmente, la protagonista, Griet, è donna, si parla d’arte, percepita in alcuni tratti anche dalla fantasia semplice di questa ragazza, ci sono intrighi, personaggi delineati bene, è un romanzo storico, ambientato nel XVII secolo, racconta di un’epoca di cui coglie lo spaccato sociale intrecciandovi la vita di personaggi immaginari, questo cala la storia in una dimensione verosimile ed utile per riflettere ed al contempo imparare qualcosa. Sullo sfondo la città di Delft, nei Paesi Bassi, fuori Rotterdam verso il mare del Nord, qui potreste visitare il Veermeer Centrum, se decidete di visitare il paese. Questo è il genere di romanzo che apprezzo di più. L’aspetto che più mi ha toccato è ovviamente la condizione di subalternità della protagonista, una ragazzina inerme e vinta dalla necessità, dagli eventi. Costretta a servizio da una disgrazia familiare e poi entrata in un turbine che la porterà a respirare un attimo di libertà consapevole di dover fare i conti con una realtà moto più dura rispetto quella in cui vive Veermeer ad esempio, ma a scapito di tutte le parole rivolte alla giovane Griet i suoi pensieri corrono molto veloci. Il piccolo colpo di scena finale è un minimo risarcimento, una piccolissima rivincita, su carta, per tante anime costrette ai margini, questo è il potere magico dei libri!

Dopo aver rimandato a lungo la lettura di questo romanzo sono finalmente felice di annoverarlo tra le letture fatte e lo consiglio!

Spero di avere i vostri commenti qualora lo abbiate letto o nel caso abbiate intenzione di farlo!

Lucy

Amore colpevole

Recensioni

Questo di oggi sarà un post diverso dal solito ma sempre legato alle mie letture, evito di fare riassunti e valutazioni stilistiche perché ho già letto innumerevoli post al riguardo e mi limito a condividere i pensieri che questi due libri mi hanno suscitato.
Il titolo è il romanzo di Sof’ja Tolstaja Amore colpevole, si l’Amore è colpevole in molti modi.


Marzo è il mese in cui si celebrano le donne, una tradizione nella quale, a tratti, sento odore di stantio.
Marzo lo dobbiamo riconquistare, perché la nostra causa non finisce, è sempre sul filo del rasoio e non solo in senso figurato. L’8 marzo diventa l’occasione in cui si rispolverano lotte, storia, voglia di rivalsa, molte denunce, innumerevoli sogni.
Naturale sarebbe gioire ogni giorno con empatia oltre le barriere segnate dal genere, per natura dovremmo dimostrarci solidali ed uniti nel reciproco rispetto per l’affermazione di pensiero, personalità e desideri dell’altro. Eppure mossi da egoismo ed incomprensione, viviamo tragedie che portano in se la colpa di essere già note.

Trovo che le donne in particolare, alcune inconsapevoli, possano essere  guidate  da una  passione capace di imprese titaniche. Siamo in grado di sostenere pesi fisici – vedi il parto, che non ho sperimentato personalmente e che trovo la cosa, in assoluto, più coraggiosa e generosa che un essere umano possa affrontare e lo può affrontare solo la donna – e pesi psicologici, tolleriamo stress, grandi sconfitte e privazioni, ma noi donne riusciamo comunque a trovare forza e risolutezza, arriviamo al fondo di ogni questione, se lo desideriamo veramente. Gli uomini, forse da sempre abituati al successo e ad avere un ruolo atavico nel mondo, si concedono davanti alle difficoltà delle pavide malinconie davanti alle quali bisogna ammutolire, per custodire la dignità. Invece le donne, abituate dai tempi di Adamo ed Eva a gestire situazioni alquanto scomode, ecco, noi donne siamo pronte a tutto. Lo dico con il rischio di essere presa in antipatia da alcuni uomini, che sento molto spesso, affermare di sentirsi esasperati da queste prese di posizione, forse ridondanti…ma devono esserlo, dobbiamo oltrepassare la linea! Il traguardo è molto lontano, anche se il tema è sulla bocca di tutti, rendiamocene conto.

Questa premessa per dirvi che in febbraio mi sono unita per la prima volta ad un gruppo di lettura di instagram si chiama coppie nell’inchiostro, ogni mese si cambia coppia e si approfondisce la relazione che c’è stata tra gli scrittori a livello personale ma soprattutto letterario. Solitamente lo scrittore di genere maschile è molto più noto, e già qui il tema si rivela, ma andando a fondo alla questione non si tratta esclusivamente di visibilità, è quel mix di inaccessibilità, di diritti e soprattutto di parole  non concesse che porta in se la discriminazione di genere. Ebbene, posso dire che aver letto i due romanzi “Sonata Kreutzer” di Tolstoy e “Amore colpevole” di Sof’ja Tolstaja mi ha lasciato l’amaro in bocca, ho terminato di leggere questi due libri intorno a 19 febbraio, proprio nei giorni in cui è stata uccisa a Genova, nel suo piccolo negozio Clara Ceccarelli, dall’ex compagno. Una donna di 69 anni, non una ragazzina, una donna con la responsabilità di un padre anziano ed un figlio disabile, accoltellata ripetutamente dalla follia di un uomo instabile. Stesso epilogo riservato alle protagoniste dei due romanzi, stessa vicenda narrata con prospettiva maschile e femminile. Ho letto a fatica la Sonata e mi sono lasciata conquistare da Amore colpevole, per lo stile scorrevole e la sensibilità unica con cui viene descritta l’esistenza di questa giovane protagonista, privata di innocenza e di gioia da un uomo egocentrico e a tratti crudele, insicuro ed ingiusto.
Un uomo che decide, con i suoi pensieri e le sue azioni di giudicare e di recludere un altro essere umano all’interno di un ruolo prescritto, senza comprenderla conduce Anna fuori dalla sua esistenza portandola in uno stato di confusione e sensi di colpa, fino a dubitare di se stessa come madre. Quanti uomini riescono ad avere questo subdolo potere, rendendo inerme la donna al loro fianco, che per errate convinzioni lascia l’amore trasformarsi in uno strumento di tortura. Io ho trovato queste letture dolorosamente attuali, pertanto consigliabili in età adolescenziale a tutti le ragazze ed i ragazzi, dobbiamo aiutarli ad acquisire consapevolezza, per rispettare se stessi a tal punto da vivere relazioni sane, equilibrate.

Il 19 febbraio ho provato, forse più delle altre volte in cui sento di questi assassinii, una rabbia esplosiva e dolorosa, un moto di esasperata impotenza. Io cosa posso fare per aiutare le donne che vivono e muoiono per mano di uomini gelosi e violenti?

Tutti noi, cosa possiamo fare per non continuare ad ascoltare queste vicende, per consentire a tutti uomini e donne di vivere una vita appagante e libera. Abbiamo tanta saggezza, pensiero sviluppato, cultura, libri, documentari, fil, piece teatrali, poesie, lotte politiche, donne che sono state paladine eppure continua questo stillicidio orrendo.

Possiamo liberarci da questo bagaglio ancestrale? Evolvere?
L’importante è non mollare mai e non stare mai zitte, come scrive la Murgia nel suo ultimo libro che sarà il mio regalo per lunedì … già vedo instagram in fermento e le bacheche piene del suo libro! Ma va bene, è una mossa commerciale che fa da cassa di risonanza per un tema importante, VA BENE! Daje!

L’isola sotto il mare di Isabel Allende

Recensioni

Siamo a Santo Domingo, ora Haiti, terra di colonie francesi dove grandi proprietari terrieri vivono una realtà ben diversa da quella della spensierata Parigi del 1770, siamo poco prima della rivoluzione, l’aristocrazia vive un sogno ormai destinato a tramontare, una società corrotta dai privilegi di pochi in cui un nuovo pensiero, rivoluzionario, comincia a farsi strada e non solo tra gli intellettuali, il popolo brama uguaglianza, legalità ma la “fraternite”, quel senso di innata solidarietà tra esseri umani e che trascende la diversa estrazione economica, sociale e  colore è ancora un miraggio lontanissimo. Belletti e pizzi che adornano le dame nei salotti della capitale sono pagati con denari sporchi di sangue ed umiliazione. Il giovane Touluse Valmorain giunge in queste terre esotiche e disperate in visita al padre, presto si rende conto suo malgrado di avere il dovere morale di sostituirlo per difendere il nome e le ricchezze della sua famiglia. Riluttante si appresta a gestire e terre e gli schiavi, giustificandosi sempre e sostenendo di gestire con più umanità la sua gente. Zaritè entra nella vita di Valmorain come serva per la sua giovane moglie in arrivo da Cuba. Le sofferenze di queste donne si intrecceranno tra riti tribali, medicina tradizionale, spiriti, parti dolorosi e morti inaspettate. Zaritè trascorre la sua vita occupandosi, uno dopo l’altro, dei figli e delle vite degli altri, attendendo il suo turno per vivere, questa attesa colma di speranza non la abbandona mai, anche quando derubata di tutto ciò che ha di più caro, figli, amore, danze tra i tamburi il cui suono è un richiamo invincibile che dai piedi vibra risuonando in tutto il suo corpo, Erzulie la guida, lei è inconsapevole eppure sacrario di un’antica tradizione, di una cultura che la permea e la rende il perno attorno a quale girano le vite degli altri, lei è una lucciola, brilla sempre anticipando la strada da percorrere. La libertà il cui desiderio arde nel cuore della piccola Zaritè incontrata nei primi capitoli sarà una conquista dura, segnata dal dolore. Intorno alla nostra eroina si svolgono rivoluzioni culturali e politiche, gli americani invadono Haiti, la situazione a Cuba diventa incandescente perchè i rifugiati dalle piantagioni di Haiti ormai erano troppi, Zaritè assieme a Valmorain e i suoi figli si rifugiano a New Orleans, qui la famiglia si occupa sempre di piantagioni, entra una nuova figura antagonista di Zaritè che avrà ancora tante avventure da vivere nei suoi quarant’anni descritti nel romanzo.

Durante i dialoghi interiori di Zaritè, che avvicinano in modo sapiente alle emozioni di questa piccola grande donna, viene nominata spesso Erzulie, loa dell’amore, una divinità familiare propria del Vodun, praticato ad Haiti dove era nata la nostra protagonista. Zaritè vi si affida con tutte le sue forze per superare le privazioni ed il dolore di vivere in un mondo in cui nemmeno la dignità di essere umano le viene concessa, non si ritiene possa avere emozioni questo è uno dei pensieri che spesso mi hanno trafitta, al di là dell’espediente letterario, posso immaginare che le emozioni descritte dalla Allende siano state effettivamente sperimentate da qualcuno, forse anche in questo momento mentre io scrivo o tu leggi, e questo mi indigna profondamente, la mia totale impotenza mi fa percepire le emozioni del tenero Moris che scoprirete leggendo il romanzo . Ma questa donna coraggiosa porta con onore le sue cicatrici, le rispetta e riesce a trasformare i suoi dolori in gioielli. La fraternitè tarda ad arrivare se pensiamo che ne 1860 si stima che gli africani deportati in America e costretti ai lavori forzati fosse circa 4 milioni e mezzo milioni era costituito da schiavi liberi tra Nord e Sud, ma liberi cosa poteva significare per persone costrette ai margini di una società che fino a ieri aveva trattato queste persone come oggetti. Nella storia viene descritta la ribellione degli schiavi realmente condotto dal sacerdote vudù Boukman, ribellione che portò all’uccisione di moti bianchi e alla distruzione delle piantagioni, infine la testa di Boukman catturato venne esposta per spaventare i ribelli, ma ormai l’impresa era iniziata, nel 1792 era stata concessa la cittadinanza ai maroons, decisione contrattata in terra coloniale, e per questo motivo venne inviata una delegazione composta da Leger-Felicitè Sonthonax ed Etienne Polverel per mediare le decisioni prese. Le vicende del romanzo si intrecciano con i fatti ed i personaggi realmente coinvolti nel processo di abolizione della schiavitù a cui i bianchi si opponevano fermamente. Si incontrano Galbaud, che guida le forze francesi a Le Cap, per sconfiggerli Sonthonax si servì di mulatti e di una forza di mille schiavi ai quali venne concessa la libertà. Questo irritò i mulatti schiavisti, tanto da privare Sontonax di un importante sostegno, quindi cercò sostegno tra i neri, per i quali il 29 agosto del 1793 decretò l’emancipazione generale del Nord di Santo Domingo, poi estesa a tutta la colonia.

 Il 4 febbraio del 1794 la Convenzione Nazionale Francese dichiarò abolita la schiavitù.

Inghilterra Francia e Spagna in ogni caso si apprestavano a conquistare la colonia ormai sguarnita e indebolita dalle lotte interne, le vicende di Zaritè si intrecciano su più fronti con i fatti storici realmente accaduti tra il 1770 ed il 1806, quarant’anni di vita di una donna in lotta e un subbuglio storico e culturale che porterà lentamente a conquiste ancora oggi da definire.