La mano nera.

Recensioni

Vorrei ringraziare Infinito Edizioni per avermi inviato copia e-book di questo splendido saggio. Lettura preziosa che consiglio caldamente a tutti. Regalatelo e conservatene copia, perché l’usura è un pericolo concreto e serpeggiante che potrebbe intaccare la serenità di chiunque, in qualsiasi momento di difficoltà ed in questa fase storica di tracollo economico, scontento sociale e Covid stiamo rischiando molto.

Il testo è un racconto, un documentario scritto che attraversa il fenomeno dell’usura storicamente e geograficamente. Una pratica diffusa nel vicinato e su tutto il territorio italiano, parla dei cravattari romani, dell’immigrazione degli anni settanta ottanta al Nord e la creazione, in particolare in Lombardia, di una rete mista di imprenditori, colletti bianchi e mafia. Sonda tramite l’esperienza diretta delle vittime questo tremendo fenomeno, che imbavaglia costringendo alla schiavitù chi ne è vittima. La parola schiavitù, non siamo abituati a confrontarci con le conseguenze reali di una tale condizione, la consideriamo superata. Eppure gli autori, Salvatore Giuffrida e Luigi Ciatti, riescono a restituire esattamente la sensazione di claustrofobia in cui è costretto a vivere chi malauguratamente decide di avvicinarsi a queste offerte d’aiuto. La parte più controversa di questo reato sta proprio nel fatto che il primo atto di avvicinamento lo fa proprio la vittima.

Il reato di usura a differenza dell’estorsione è di difficile individuazione, i colpevoli devono essere colti in flagranza di reato e questo mette in difficoltà chi decide, con coraggio, di denunciare. E’ un reato che, si comprende bene leggendo le parole delle vittime, soggioga dal punto di vista psicologico, ti porta via la dignità non solo i soldi, alla fine non sempre ti restituisce la tua identità anche se resti vivo, ci saranno incubi, tic, ferite indelebili a segnare ogni giorno della tua esistenza. Resti marchiato per sempre dall’esperienza, perché ti nascondi nella menzogna, nell’orgoglio ferito, nella convinzione di riuscire a liberarti con le tue mani dalla situazione, ma più ti muovi e più il cappio si stringe attorno al collo, tuo e dei tuoi cari per i quali cominci ad avere paura. Mi sento ancora adesso soffocare se ripenso ad alcune delle prime testimonianze. Ho pianto per pagine intere, soprusi, violenze, percosse, minacce ed intimidazioni hanno ridotto le persone a spettri in cerca di denaro impossibile da racimolare, debiti che da poche centinaia o migliaia di euro si trasformavano in montagne di soldi che sarebbe stato impossibile mettere assieme. Lo spettro della perdita di tutto, della propria attività, della casa, paura di non poter riempire il frigo. Una vita senza libertà, solo per aver voluto più denaro di quello che si poteva gestire. Il sottile filo che separa noi tutti dalla follia o dalla povertà è facilmente valicabile e questo libro lo dimostra, come dimostra che viviamo in una società totalmente malata.

L’allarme è tremendo ed è lanciato causticamente dagli autori che hanno realizzato questo lavoro intervistando questori, personale impiegato nelle prefetture, la Caritas, responsabili degli sportelli di ascolto, la Federazione Antiracket, e tanti tanti altri che non posso citare qui, incluse tutte le vittime che con la loro testimonianza hanno reso tangibile il concetto di usura, ormai un fenomeno in rapida espansione. Dopo la crisi del Covid, le conseguenze economiche hanno condotto al disastro economico moltissime aziende che non avendo disponibilità economica né opportunità di accedere a prestiti bancari sono facili prede di questo sistema. Ormai si tratta di un’organizzazione innestata con la malavita. Dal Veneto al Lazio per la Puglia, la Campania la Calabria e la Sicilia, ma in tutta Italia le denunce e le richieste di aiuto al Fondo di prevenzione dell’usura sono in crescita. Addirittura l’impoverimento delle famiglie ha portato, in mancanza di altre opportunità di accesso al microcredito, per pagare bollette e spesa (!) a cadere vittime di questi giri loschi, ed il problema, il nocciolo della questione sta in due punti fondamentali:

  1. Scarsa educazione economica in una società di consumi
  2. Esclusione finanziaria

Questi due fenomeni rendono l’usura ormai un fenomeno innestato nella metamorfosi sociale, lo Stato dove lascia spazio viene sostituito dalla criminalità organizzata la quale utilizza questo strumento dell’usura come panacea iniziale per le proprie vittime per riacquistare credito ad esempio in Sicilia dove le grandi operazioni antimafia avevano provveduto ad estirpare certi fenomeni, ed in altre zone dell’Italia dove guadagna posizioni.

Economia sana viene trangugiata da questo sistema malato portando sul lastrico lavoratori spesso sprovveduti o semplicemente in un momento di difficoltà, ed alimentando i traffici di mafia e ‘ndrangheta che, con questi soldi ed acquisendo le aziende vessate, hanno l’opportunità di riciclare denaro sporco. Tutto sulla pelle di persone ingenue o impreparate ad affrontare situazioni troppo impegnative, in un sistema che con l’assenza dello Stato genera a sua volta condizioni adatte a questo fenomeno subdolo.

La denuncia è l’unica via. Proprio oggi ho sentito un’intervista di Condorelli, che ha denunciato un tentativo di estorsione ed oggi dopo due anni sono state arrestate quaranta persone. Ma i grandi imprenditori sono una fetta, dobbiamo pensare alle migliaia di persone e di piccole imprese che vengono vessate quotidianamente e che stanno vivendo l’incubo peggiore.
Ci sono gli strumenti e le persone a cui affidarsi per uscire da questa situazione, nulla sarà come prima, non subito, ma il sollievo di chiudere con una vita di sotterfugi e di paura deve essere un baluardo a cui tendere. Chi osserva situazioni poco chiare deve denunciare, per non consentire a questo costume di diffondersi e distruggere la vita di altre persone.

SAVE THE DATE!!!! #SCATTOESCRIVO torna il 10.04.21

Recensioni, scattoescrivo, Scrittura

Carissim* Finalmente sabato 10.04.21 torna questo piccolo contest di scrittura!


Se ancora non lo sapete si tratta di un appuntamento bimensile con esercizi di scrittura creativa con i quali giocare con le parole e condividere un’esperienza collettiva divertente.
Mi piace tantissimo avere la possibilità di leggervi e anche di provare io stessa a trovare l’ispirazione cimentandomi in queste mini sessioni di scrittura!
La volta scorsa abbiamo affrontato i sogni dell’infanzia scrivendo una lettera al nostro Io bambino. Devo dire che molti hanno partecipato con grande entusiasmo, condividendo spesso frammenti personali della loro vita, davvero mi sono sentita in alcuni casi trasportata nella loro intimità, vi ringrazio di cuore per questa generosità nel mettervi in gioco, senza remore, perché una community di persone animate dall’amore per i libri e la scrittura, altro non può essere che un porto sicuro in cui esprimersi, senza timori di alcun genere. Lasciamo il flusso delle nostre creatività fondersi e condividiamo, per conoscerci di più.

Infatti chi riceve più like avrà alla fine la possibilità di presentare il proprio lavoro e le proprie aspirazioni alla community, creando una catena di condivisioni e di interesse che sono alla base della vita nei social, a mio modesto avviso. Sto incontrando e leggendo di tante persone interessanti. La volta scorsa mi è quasi dispiaciuto avere un solo posto da destinare, perché avrei voluto saperne di più di molti di voi… spero lentamente di averne l’opportunità!

Ecco cosa faremo il 10.04.21 3 step sempicissimi:

Siamo quindi arrivati al nuovo appuntamento e questa volta ho pensato ad un gioco interattivo sulla base della foto che troverete nel post di sabato 10.04.21:

  1. scegliere e indicarci un libro dalla vostra libreria
  2. sfogliarlo e scegliere 5 parole a caso da inserire nel vostro pensiero collocandolo nella foto che pubblicherò sabato per il contest

    Vi sembra difficile? Non credo, dimenticatevi di voi stessi, delle vostre idee, di tutto ciò che vi circonda ed immergetevi in una dimensione nuova, inaspettata, dove può accadere di tutto.
    Chiudete gli occhi e lasciate le idee arrivare depositarsi ed intrecciarsi nella vostra fantasia.
    Non vedo l’ora di leggervi. Potrete postare i vostri commenti sotto il post di instagram @amatoluciana_ e farvi votare da quanti volete, segnalate l’iniziativa, condividetela nelle storie e ci divertiremo, più siamo e meglio andremo!

    PREMIAZIONI:
  3. I 3 testi più votati andranno a spareggio: lunedì sera metterò nelle storie un box per la votazione e poi chi riceve più voti verrà premiato con un’intervista personalizzata e pubblicata sul blog, gli altri due profili riceveranno delle storie ad hoc che sicuramente valorizzeranno il loro profilo!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti se parteciperete! Io sono entusiasta e non vedo l’ora di leggervi!

Lucy

IL MARE SENZA STELLE di Erin Morgenstern

Recensioni


Vi lascio qui il link diretto per acquistarlo così poi ne parliamo se vi va, pensavo di creare un gruppo di lettura visto che è un libro abbastanza lungo, direi una sessantina di pagine a settimana, assolutamente fattibile! Sono molto curiosa di vedere se riesco a metterlo in piedi! Che ne dite, lo comprate anche voi e cominciamo il 25 aprile?
Oggi preparo una scaletta di lettura e il gruppo su telegram! Seguite il blog e le storie su instagram vi metterò tutte le indicazioni necessarie!

Ecco il link!!!

https://amzn.to/39QgEwH

Oggi non scrivo esattamente una recensione ma parlo di questo acquisto fatto su Amazon! Si tratta di un libro della Morgenstern che ho visto in tante librerie su instagram e anche in parecchie liste di Goodreads!
Quindi golosa come non mai lo volevo, soprattutto dopo aver parlato con una mia cara amica del Surrey la quale però mi consigliava Black Circus che ancora non sono riuscita, stamattina, a trovare in italiano, me lo devo procurare perché me ne ha parlato entusiasticamente!

Edito da Lainya per FaziEditore, è un racconto fantastico, parla di libri di visioni e presagi, biblioteche che aprono mondi sommersi. Insomma è una storia inconsueta che parla anche di amore per i libri, secondo me ci affascinerà!

Kaukokaipuu

È una parola molto curiosa, che ammetto non conoscevo, ma cercando materiale in merito a questo libro mi sono imbattuta anche in questo termine, identifica una sorta di nostalgia verso luoghi mai visti o addirittura verso posti ed atmosfere che non esistono, come capita per le storie del genere fantasy. Si tratta di una parola finlandese, direi che avendoci vissuto un breve periodo, definirei la Finlandia come una terra unica, fatta di spazi infiniti immersi nel ghiaccio, spesso inaccessibili, caratterizzata da una cultura alquanto autoreferenziale. Non ho dubbi che qualcuno lassù abbia avuto questa sensazione, questa tensione ad immergersi in mondi inventati e averne nostalgia. La Finlandia, terra quasi da favola di ghiaccio è sicuramente uno stage perfetto per questo genere di sensazioni. Ma in realtà può capitare a tutti di avere nostalgia anche di epoche passate, di avere il desiderio di camminare in città quando le stavano costruendo ad esempio, a me è successo di avere il desiderio di rivedere Cnosso non passeggiando tra e sue rovine ma al momento del suo maggiore fasto, avendo studiato archeologia all’università ho molti di questi desideri devo ammetterlo!

Ho proprio voglia di cominciarlo!

Fatemi sapere se avete voglia di cominciare!

Lucy

Tsugumi di Banana Yoshimoto

Recensioni

Tsugumi è un libro che ho letto molti anni fa. Ricordo di averlo comprato sbadatamente, non avevo ancora acquistato nulla di questa autrice che poi, tra i venti ed i venticinque anni ho letto sempre con tanto piacere. L’atmosfera del libro mi era molto congeniale in quel periodo, tratta di adolescenti e di amicizie, i sentimenti che li legano durante lo svolgimento della storia avevano qualche parallelismo con la mia vita di allora.

Il messaggio sottostante lo ricordo bene, mi aveva lasciato in parte ferita. In quella fascia d’età in cui stai uscendo dall’adolescenza e ti affacci alla vita da adulto, al mondo reale con tutte le sue complicazioni. Molte delusioni hanno già mitigato la tua visione del mondo e delle relazioni, non sogni più ad occhi aperti, tuttavia, resta quella vocina dentro di te, insiste, ottimista dicendo che comunque vada sicuramente la spunterai. Ora che ho superato i quaranta comprendo bene, che quella voce non ci abbandona mai.
Usciti dalle età in cui è concesso demandare ad altri le nostre responsabilità ed in cui possiamo decidere di essere altro da noi ogni secondo giorno, l’unica cosa a cui ci possiamo aggrappare è questa voce colma di speranza, è un Io interiore e bambino, un io impertinente che malgrado la razionalità ci spinge ancora a sognare un pochino, ad essere noi stessi anche se solo a stralci, rubando alle responsabilità di ogni giorno una piccola bolla di ossigeno, l’unica che ci consente di trattenere il fiato fino a domani.

Questo è il quarto romanzo della Yoshimoto, uscito nel 1989 in edizione completa e prima a puntate sulla versione giapponese del giornale “Marie Claire”, si tratta di uno dei titoli di maggiore successo dell’autrice con all’attivo più di due milioni di copie vendute. Non male. Segreti, spiriti, messaggi nascosti. Questo romanzo si materializza come una cartolina e sembra cristallizzare una località di mare dimenticata e monotona, uno di quei luoghi in cui siamo stati trascinati al seguito dei nostri genitori. Azioni vuote, ripetute nella noia e compiute con la speranza di vivere, domani, una vita più interessante, inconsapevoli della struggente nostalgia che proveremo da adulti per quell’ozio familiare, ormai un ricordo color seppia.

Provo molta nostalgia sfogliando le pagine ingiallite di questa edizione del 1999. Una vita fa.

Scatto e scrivo

scattoescrivo, Scrittura

Eccoci come promesso al post di oggi, dedicato sempre al mio piccolo contest letterario.

Di cosa si tratta? Io amo la fotografia e ho pensato di proporre uno scatto e chiedere alla mia community di inventare una storia, l’ispirazione è libera oppure ci sono delle piccole indicazioni o suggerimenti! Un modo per giocare con le parole e conoscerci di più. Se vi piace l’idea il prossimo appuntamento è

sabato 27.03.2021

Il racconto che riceverà più like verrà selezionato e l’autore riceverà una piccola gratifica, ogni volta diversa. Nell’ultima edizione si trattava di un’intervista per farsi conoscere più a fondo e ho deciso di propporla a tutte 5 le ragazze appassionate di libri e scrittura che hanno voluto cimentarsi! Grazie davvero a voi è stato un piacere leggervi e vedere il vostro entusiasmo!


Ecco l’intervista che vi porterà nel mondo di @ilvelieroincantato il link di questa ragazza mi aveva subito attratta e i suoi modi gentili mi hanno conquistata!

Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei sbarcat* su instagram?

 Sono una ragazza di 30 anni della provincia di Bergamo e faccio un comunissimo lavoro, che però non mi fa sentire realizzata. Forse è proprio per questo che ho deciso di aprire la mia pagina Instagram: per portare nella mia vita un po’ di creatività e trasmettere la mia grande passione per i libri, che da sempre mi fa sentire viva.

Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa passione?

Leggo tantissimo, ma adoro anche scrivere e, dire la verità, non mi ha influenzato nessuno: mi è venuto spontaneo e naturale. Però in famiglia ho una nonna e un nonno che da giovani scrivevano poesie; chissà forse l’ho ereditato da loro. 

Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti darci una parola per convincerci a leggerli?

Leggo giorno e notte. Per me è come una boccata di ossigeno, non potrei vivere senza.

Ecco i miei autori preferiti e le mie parole chiave per loro:

Jane Austen: sublime

Emily Bronte: profonda

Charles Dickens: infinito

Scrivi? Quando e come hai cominciato?

Sì, scrivo da quando ero adolescente. Ho iniziato con il classico diario segreto, poi nel tempo mi sono spinta oltre, scrivendo poesie e racconti per bambini

Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove potremmo accquistare il tuo libro? Oppure hai qualche progetto per il futuro da bookgrammer?

Non ho ancora pubblicato, ma mi piacerebbe riuscirci un giorno. Per ora sono ancora troppo incostante: serve molta disciplina e spesso non concludo le storie che scrivo, ma sto migliorando. Un progetto futuro (che in realtà ho già iniziato) è quello, oltre a recensire libri, di pubblicare sul mio blog qualcuno dei miei scritti.

Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la pubblicazione di uno scritto?

Di essere il più spontanei possibile. E’ importante liberarsi di ogni tabù e scrivere ciò che si ha nel cuore, senza paura. All’inizio ho fatto fatica a causa della mia incrollabile timidezza, ma poi mi sono detta che è importante farsi conoscere per quello che si è. Così ho abbassato il velo e mi sono lanciata; lo consiglio a tutti quelli che vogliano approcciarsi a questo settore.

Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi desideri?

Il mio desiderio più grande è quello di lavorare nell’editoria. Tra 5 anni mi piacerebbe fare un lavoro in questo ambito e, perché no, essere già riuscita a pubblicare un mio libro.

Grazie per il tempo che hai dedicato a questa intervista e se lo desideri puoi lasciare un tuo pensiero qui, una massima, una citazione, una tua frase topica in cui ti riconosci.

Grazie mille a te per avermi dato questa splendida opportunità!

Penso che i libri possano cambiare la nostra vita ed essere un toccasana per l’anima. Quando leggiamo, la nostra mente viaggia attraverso il tempo e lo spazio, e credo che questo sia un dono inestimabile: poche cose altre cose nella vita possono eguagliarlo.

Ti saluto con la mia citazione preferita, di Rossella O’Hara: “Dopotutto, domani è un altro giorno!”.

Grazie a te Nicole per questa ventata di energia positiva ne abbiamo tutti molto bisogno!!

E’ stato un vero piacere leggerti e spero avremo modo di condividere tanti libri e un piccolo pezzo di questa tua strada per raggiungere il tuo sogno!

Vi piace l’idea? Se vi resta qualche curiosità fatelo sapere nei commenti e poi domani altra intervista! Stay tuned!!


Lucy

La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

Recensioni

Questa settimana, anche senza programmarlo, ho alcuni libri da recensire e sono tutti di scrittrici donne, parlano, ognuno con una sfumatura diversa, di donne. Qualcosa in ogni libro suggerisce che le donne devono lottare, hanno sempre dovuto farlo nel corso della storia e la memoria di quelle battaglie ci arriva come un’ eco.

Devo recuperare parecchi libri di febbraio e qualcuno di gennaio, non credo di voler scrivere una recensione per ogni libro letto, questo porterebbe via troppe energie e temo non apporterebbe a chi legge alcun valore aggiunto. Penso utilizzerò i libri letti come un ponte comunicativo, ogni testo, se ci pensiamo è veicolo di un messaggio. Quale sia il messaggio principale nelle intenzioni dello scrittore probabilmente è spesso noto, arriva, poi all’interno di ogni libro ci sono, a mio avviso dei meta messaggi interpretabili in base allo stato d’animo del lettore, alla sua recettività, alla storia del suo vissuto, spesso anche in relazione aa sua consapevolezza… alcuni libri ci parlano in modo diverso a seconda dell’età nella quale li leggiamo. E’ un mondo magnifico un libro.

Copertina del romanzo edito da Neri Pozza con una tazza in ceramica bianca ed azzurra...come quelle piastrelle descritte nel romanzo dipinte dal padre di Griet

Nell’orecchino di perla di Tracy Chevalier ho trovato un paio di ingredienti che a me piacciono particolarmente, la protagonista, Griet, è donna, si parla d’arte, percepita in alcuni tratti anche dalla fantasia semplice di questa ragazza, ci sono intrighi, personaggi delineati bene, è un romanzo storico, ambientato nel XVII secolo, racconta di un’epoca di cui coglie lo spaccato sociale intrecciandovi la vita di personaggi immaginari, questo cala la storia in una dimensione verosimile ed utile per riflettere ed al contempo imparare qualcosa. Sullo sfondo la città di Delft, nei Paesi Bassi, fuori Rotterdam verso il mare del Nord, qui potreste visitare il Veermeer Centrum, se decidete di visitare il paese. Questo è il genere di romanzo che apprezzo di più. L’aspetto che più mi ha toccato è ovviamente la condizione di subalternità della protagonista, una ragazzina inerme e vinta dalla necessità, dagli eventi. Costretta a servizio da una disgrazia familiare e poi entrata in un turbine che la porterà a respirare un attimo di libertà consapevole di dover fare i conti con una realtà moto più dura rispetto quella in cui vive Veermeer ad esempio, ma a scapito di tutte le parole rivolte alla giovane Griet i suoi pensieri corrono molto veloci. Il piccolo colpo di scena finale è un minimo risarcimento, una piccolissima rivincita, su carta, per tante anime costrette ai margini, questo è il potere magico dei libri!

Dopo aver rimandato a lungo la lettura di questo romanzo sono finalmente felice di annoverarlo tra le letture fatte e lo consiglio!

Spero di avere i vostri commenti qualora lo abbiate letto o nel caso abbiate intenzione di farlo!

Lucy

I fiori nascosti nei libri di Silvia Montemurro

Recensioni

Chiara, giovane stilista, muove i suoi primi passi nel mondo della moda. Ha ricevuto l’invito, da parte di un hotel di lusso a Sankt Moritz in Svizzera, di presentare la sua nuova collezione durante un evento, un’occasione inaspettata che la galvanizza, senza pensarci troppo parte piena di entusiasmo. Il viaggio in macchina però si dimostra quasi subito difficoltoso per una fortissima nevicata. Giunta alla dogana la avvisano che la strada è chiusa e non può proseguire a causa dell’allarme valanghe, le consigliano di pernottare presso Villa Gorbald. Brutto colpo per Chiara che non aveva preventivato nessun imprevisto del genere, partendo da una Firenze in cui la primavera stava appena sbocciando. Il suo soggiorno presso Villa Gorbald, la inquieta fin da subito. I due custodi Arold e Thomas, la osservano con un certo imbarazzo e seppure contraddistinti da una gentilezza fuori tempo, la fanno sentire a disagio. Si aggira nelle stanze della casa e viene rapita dai dettagli, dai profumi, da suoni e scricchiolii che non riesce a capire se provengono dalla sua fantasia o se davvero si propagano dagli spazi piu’ nascosti della Villa. Un quadro in particolare la rapisce e la lascia senza parole, ritrae una donna che le assomiglia in modo sorprendente, ma questa immagine sembra dissolversi enigmaticamente durante la notte. Chiara si interroga su questa figura femminile, gira per le ampie stanze, i corridoi, la biblioteca ed in un gioco di indizi tra fiori, quadri e lettere riesce a comunicare con questo fantasma del passato. Irena, tramite le sue lettere nascoste, parla a Chiara della sua fuga da Cracovia prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, della sua adolescenza solitaria, poi della scuola fatta proprio a Villa Gorbald che ospitava giovani di buona famiglia da preparare al mondo del lavoro, del suo amore clandestino per il contrabbandiere Toni, dei dolori della sua vita e delle speranze mai sopite. Un parallelismo tra due donne, separate dal tempo e dagli eventi.

I fiori nascosti nei libri è l’ultimo romanzo di Silvia Montemurro. La storia è un intreccio di enigmi e destini che si rincorrono attraverso il tempo ed i luoghi. Frash back che fanno incursione nella vita della protagonista Chiara. Il romanzo fa uso della forma dell’epistolario, capiremo con lo snodarsi del racconto il motivo per cui, un fantasma del passato, Irena, decide di comunicare in modo così personale e materico con Chiara. Interessante è il parallelismo creato tra due donne, simili nell’aspetto, come inequivocabilmente i quadri suggeriscono, ma separate dalla loro storia personale, dai contesti in cui sono cresciute, dall’epoca storica in cui vivono. La prima lettera di Irena ci catapulta in Polonia, siamo all’inizio della seconda guerra mondiale racconta che i suoi genitori, per metterla in salvo dalle persecuzioni di cui si cominciava a mormorare a Cracovia, l’avevano affidata ad un’amica della madre in Svizzera. Qui, una delle scene topiche del libro, che racchiude il filo conduttore della storia, un fiore, da proteggere e preservare con coraggio e determinazione. Irena deve fare i conti con una storia malvagia a tal punto da rimanere ai margini delle conversazioni, non si nominano i suoi genitori deportati o il suo fratellino di cui ricorda sempre piu’ vagamente il viso paffuto. Rimane segregata in casa finchè non parla fluentemente il tedesco, deve sostenere il giudizio severo di una società a cui non sente di appartenere. Chiara vive con una certa spregiudicatezza la sua esistenza, una ragazza libera, come voleva essere Irena. Due donne che sarebbero state uguali se avessero vissuto nella stessa epoca, due donne che scopriranno di avere molto in comune oltre all’aspetto. I fiori sono protagonisti assieme a Chiara ed Irena, essi rappresentano un linguaggio universale, un ponte emozionale che supera la barriera di tempo e spazio e unisce intimamente il cuore delle due donne. Donne che devono ritrovarsi, per chiudere finalmente il cerchio e restituire amore a chi ne era stato privato dal destino.