Scatto e scrivo il mio contest di scrittura!

scattoescrivo, Scrittura

Siamo arrivati al momento in cui vi parlo di una mia iniziativa legata alla scrittura, sono molto emozionata al riguardo.

Quando ho creato i mio account su instagram dedicato ai libri non avevo esattamente idea di come riempire questo spazio. Mi sembrerebbe riduttivo limitarlo a mie recensioni, non sono un critico letterario, quale valore aggiunto potrei dare a chi legge.

Invece so di essere una persona molto creativa ed empatica. Ci sono numerose attività di cui voglio occuparmi nella vita, uno dei primi posti è occupato certamente dalla scrittura e ho pensato ad una iniziativa che possa fondere in se questa mia passione, la fotografia e la voglia di conoscere tante persone. Memore di un vecchio esercizio di scrittura fatto tanti anni fa ho pensato di proporre nel mio profilo instagram una foto e chiedervi di scrivere cosa quell’immagine vi racconta, fino ad ora ho lasciato tema libero e anche lunghezza e modalità. Con il tempo mi piacerebbe trasformare questo appuntamento in una sorta di palestra e direi in un luogo in cui confrontarsi. Vedo che ci sono molti profili di aspiranti scrittori come me del resto, siccome mi piace molto l’idea di supportarli vorrei dedicare ogni volta ad evento concluso, un post nel mio blog alla persona che riceve più like al suo commento!

IL PROFILO CHE È STATO PIÙ VOTATO DI CHIAMA @DUEADUE_ROMANZO ECCO DI SEGUITO L’INTERVISTA CHE LE HO FATTO PER CONOSCERLA DI PIÙ, SONO CURIOSISSIMA DI LEGGERE I VOSTRI COMMENTI!

<p class="has-drop-cap" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">L' ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco. L’ ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco.


Ecco il calendario con le uscite dei post ed i profili che vi presenterò:

  1. @dueadue_romanzo post il 21.03.21
  2. dami_giac diretta 21.03.21 ore 20.00
  3. @ilvelieroincantato 22.03.21
  4. @natasciafacchini 23.03.21
  5. @libri.dietrolatendascarlatta 24.03.21

  1. Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei
    sbarcat* su instagram?

Ciao, mi chiamo Grazia Marzolla e sono l’autrice del romanzo Due a due edito da Giovane holden edizioni a ottobre 2019. Sono pugliese, lavoro nel turismo per un’agenzia che affitta ville di lusso in valle d’itria ma da un anno faccio la mamma a tempo pieno. Sono sbarcata qui su Instagram per dare la possibilità alla mia opera di arrivare a nuovi lettori.

  1. Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa
    passione
    ?

Leggo da quando avevo più o meno 13 anni, mi sono appassionata autonomamente alla lettura iscrivendomi a quegli abbonamenti mensili che arrivavano per posta di acquisto libri da catalogo cartaceo. Ho iniziato a scrivere di ritorno da un viaggio di volontariato in Africa undici anni fa ma quelle pagine sono rimaste nel cassetto. Ho ripreso poi due anni fa in un periodo un po’ buio della mia vita quando volevo un figlio ma non stava arrivando. Leggo ma non sono una divoratrice di libri. Mi piace usare il mio tempo libero anche per fare passeggiate, stare con la famiglia e cucinare. Tre autori che mi sono rimasti nel cuore sono Kalhed Hosseini, D’avenia & Mazzantini. Per tutti e tre mi piace il modo diretto e reale con cui arrivano. D’Avenia anche per la sua capacità di portare la fede e Dio in una maniera non invadente(cosa che ho cercato di riproporre nel mio libro) e la Mazzantini per la sua dote di graffiare dolcemente.

  1. Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti
    trovare una parola per convincerci a leggerli?

Ho sempre scritto pensieri, sfruttando negli ultimi anni la possibilità di divulgarli con semplici post sui social. Nell’inverno del 2019 però ho avuto la prima vera ispirazione e ho scritto il mio primo libro in soli tre mesi. Ho iniziato semplicemente mettendomi davanti al pc lasciando fluire tutto ciò che arrivava.

  1. Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove
    potremmo accquistare il tuo libro? Hai qualche progetto
    per il futuro da bookgrammer?


Ho pubblicato il romanzo “Due a due” in seguito ad una proposta da parte della casa editrice Giovane Holden. Potete trovarlo online su tutti i siti noti: ibs,Amazon, Libraccio e il sito della casa editrice nella sezione autori. Non ho progetti come bookstagrammer, sono sui social più in veste di autore con la speranza di far conoscere il mio romanzo.

  1. Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per
    addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la
    pubblicazione di uno scritto?


Il mio consiglio è di scrivere senza pretese e proporsi con ancora meno. Chiunque pubblica qualcosa pensa di aver scritto l’opera più bella del mondo…(un detto lo dice “scrivi il libro che vorresti leggere“) ma in realtà è un mondo così grande e vasto che restare con i piedi per terra e accettare che c’è sempre da crescere è un’arma vincente. Il mio mantra è “Due a due l’ho scritto per me stessa e per chi è destinato a leggerlo.” Niente sforzi e pretese, rovinerei la magia della sua natura.

  1. Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi
    desideri?

Sinceramente mi vedo esattamente dove sono. Forse e spero con la continuazione di Due a due pubblicata e chissà un altro figlio. Sono più donna mamma e moglie che scrittrice in carriera

Grazie di cuore per il tempo dedicato a questa intervista!
Se avete letto e se vi è piaciuta vi chiedo di fare una piccola story in instagram così da far conoscere Grazia anche ad altri lettori!
Spread Love!

Lucy

L’isola sotto il mare di Isabel Allende

Recensioni

Siamo a Santo Domingo, ora Haiti, terra di colonie francesi dove grandi proprietari terrieri vivono una realtà ben diversa da quella della spensierata Parigi del 1770, siamo poco prima della rivoluzione, l’aristocrazia vive un sogno ormai destinato a tramontare, una società corrotta dai privilegi di pochi in cui un nuovo pensiero, rivoluzionario, comincia a farsi strada e non solo tra gli intellettuali, il popolo brama uguaglianza, legalità ma la “fraternite”, quel senso di innata solidarietà tra esseri umani e che trascende la diversa estrazione economica, sociale e  colore è ancora un miraggio lontanissimo. Belletti e pizzi che adornano le dame nei salotti della capitale sono pagati con denari sporchi di sangue ed umiliazione. Il giovane Touluse Valmorain giunge in queste terre esotiche e disperate in visita al padre, presto si rende conto suo malgrado di avere il dovere morale di sostituirlo per difendere il nome e le ricchezze della sua famiglia. Riluttante si appresta a gestire e terre e gli schiavi, giustificandosi sempre e sostenendo di gestire con più umanità la sua gente. Zaritè entra nella vita di Valmorain come serva per la sua giovane moglie in arrivo da Cuba. Le sofferenze di queste donne si intrecceranno tra riti tribali, medicina tradizionale, spiriti, parti dolorosi e morti inaspettate. Zaritè trascorre la sua vita occupandosi, uno dopo l’altro, dei figli e delle vite degli altri, attendendo il suo turno per vivere, questa attesa colma di speranza non la abbandona mai, anche quando derubata di tutto ciò che ha di più caro, figli, amore, danze tra i tamburi il cui suono è un richiamo invincibile che dai piedi vibra risuonando in tutto il suo corpo, Erzulie la guida, lei è inconsapevole eppure sacrario di un’antica tradizione, di una cultura che la permea e la rende il perno attorno a quale girano le vite degli altri, lei è una lucciola, brilla sempre anticipando la strada da percorrere. La libertà il cui desiderio arde nel cuore della piccola Zaritè incontrata nei primi capitoli sarà una conquista dura, segnata dal dolore. Intorno alla nostra eroina si svolgono rivoluzioni culturali e politiche, gli americani invadono Haiti, la situazione a Cuba diventa incandescente perchè i rifugiati dalle piantagioni di Haiti ormai erano troppi, Zaritè assieme a Valmorain e i suoi figli si rifugiano a New Orleans, qui la famiglia si occupa sempre di piantagioni, entra una nuova figura antagonista di Zaritè che avrà ancora tante avventure da vivere nei suoi quarant’anni descritti nel romanzo.

Durante i dialoghi interiori di Zaritè, che avvicinano in modo sapiente alle emozioni di questa piccola grande donna, viene nominata spesso Erzulie, loa dell’amore, una divinità familiare propria del Vodun, praticato ad Haiti dove era nata la nostra protagonista. Zaritè vi si affida con tutte le sue forze per superare le privazioni ed il dolore di vivere in un mondo in cui nemmeno la dignità di essere umano le viene concessa, non si ritiene possa avere emozioni questo è uno dei pensieri che spesso mi hanno trafitta, al di là dell’espediente letterario, posso immaginare che le emozioni descritte dalla Allende siano state effettivamente sperimentate da qualcuno, forse anche in questo momento mentre io scrivo o tu leggi, e questo mi indigna profondamente, la mia totale impotenza mi fa percepire le emozioni del tenero Moris che scoprirete leggendo il romanzo . Ma questa donna coraggiosa porta con onore le sue cicatrici, le rispetta e riesce a trasformare i suoi dolori in gioielli. La fraternitè tarda ad arrivare se pensiamo che ne 1860 si stima che gli africani deportati in America e costretti ai lavori forzati fosse circa 4 milioni e mezzo milioni era costituito da schiavi liberi tra Nord e Sud, ma liberi cosa poteva significare per persone costrette ai margini di una società che fino a ieri aveva trattato queste persone come oggetti. Nella storia viene descritta la ribellione degli schiavi realmente condotto dal sacerdote vudù Boukman, ribellione che portò all’uccisione di moti bianchi e alla distruzione delle piantagioni, infine la testa di Boukman catturato venne esposta per spaventare i ribelli, ma ormai l’impresa era iniziata, nel 1792 era stata concessa la cittadinanza ai maroons, decisione contrattata in terra coloniale, e per questo motivo venne inviata una delegazione composta da Leger-Felicitè Sonthonax ed Etienne Polverel per mediare le decisioni prese. Le vicende del romanzo si intrecciano con i fatti ed i personaggi realmente coinvolti nel processo di abolizione della schiavitù a cui i bianchi si opponevano fermamente. Si incontrano Galbaud, che guida le forze francesi a Le Cap, per sconfiggerli Sonthonax si servì di mulatti e di una forza di mille schiavi ai quali venne concessa la libertà. Questo irritò i mulatti schiavisti, tanto da privare Sontonax di un importante sostegno, quindi cercò sostegno tra i neri, per i quali il 29 agosto del 1793 decretò l’emancipazione generale del Nord di Santo Domingo, poi estesa a tutta la colonia.

 Il 4 febbraio del 1794 la Convenzione Nazionale Francese dichiarò abolita la schiavitù.

Inghilterra Francia e Spagna in ogni caso si apprestavano a conquistare la colonia ormai sguarnita e indebolita dalle lotte interne, le vicende di Zaritè si intrecciano su più fronti con i fatti storici realmente accaduti tra il 1770 ed il 1806, quarant’anni di vita di una donna in lotta e un subbuglio storico e culturale che porterà lentamente a conquiste ancora oggi da definire.

I fiori nascosti nei libri di Silvia Montemurro

Recensioni

Chiara, giovane stilista, muove i suoi primi passi nel mondo della moda. Ha ricevuto l’invito, da parte di un hotel di lusso a Sankt Moritz in Svizzera, di presentare la sua nuova collezione durante un evento, un’occasione inaspettata che la galvanizza, senza pensarci troppo parte piena di entusiasmo. Il viaggio in macchina però si dimostra quasi subito difficoltoso per una fortissima nevicata. Giunta alla dogana la avvisano che la strada è chiusa e non può proseguire a causa dell’allarme valanghe, le consigliano di pernottare presso Villa Gorbald. Brutto colpo per Chiara che non aveva preventivato nessun imprevisto del genere, partendo da una Firenze in cui la primavera stava appena sbocciando. Il suo soggiorno presso Villa Gorbald, la inquieta fin da subito. I due custodi Arold e Thomas, la osservano con un certo imbarazzo e seppure contraddistinti da una gentilezza fuori tempo, la fanno sentire a disagio. Si aggira nelle stanze della casa e viene rapita dai dettagli, dai profumi, da suoni e scricchiolii che non riesce a capire se provengono dalla sua fantasia o se davvero si propagano dagli spazi piu’ nascosti della Villa. Un quadro in particolare la rapisce e la lascia senza parole, ritrae una donna che le assomiglia in modo sorprendente, ma questa immagine sembra dissolversi enigmaticamente durante la notte. Chiara si interroga su questa figura femminile, gira per le ampie stanze, i corridoi, la biblioteca ed in un gioco di indizi tra fiori, quadri e lettere riesce a comunicare con questo fantasma del passato. Irena, tramite le sue lettere nascoste, parla a Chiara della sua fuga da Cracovia prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, della sua adolescenza solitaria, poi della scuola fatta proprio a Villa Gorbald che ospitava giovani di buona famiglia da preparare al mondo del lavoro, del suo amore clandestino per il contrabbandiere Toni, dei dolori della sua vita e delle speranze mai sopite. Un parallelismo tra due donne, separate dal tempo e dagli eventi.

I fiori nascosti nei libri è l’ultimo romanzo di Silvia Montemurro. La storia è un intreccio di enigmi e destini che si rincorrono attraverso il tempo ed i luoghi. Frash back che fanno incursione nella vita della protagonista Chiara. Il romanzo fa uso della forma dell’epistolario, capiremo con lo snodarsi del racconto il motivo per cui, un fantasma del passato, Irena, decide di comunicare in modo così personale e materico con Chiara. Interessante è il parallelismo creato tra due donne, simili nell’aspetto, come inequivocabilmente i quadri suggeriscono, ma separate dalla loro storia personale, dai contesti in cui sono cresciute, dall’epoca storica in cui vivono. La prima lettera di Irena ci catapulta in Polonia, siamo all’inizio della seconda guerra mondiale racconta che i suoi genitori, per metterla in salvo dalle persecuzioni di cui si cominciava a mormorare a Cracovia, l’avevano affidata ad un’amica della madre in Svizzera. Qui, una delle scene topiche del libro, che racchiude il filo conduttore della storia, un fiore, da proteggere e preservare con coraggio e determinazione. Irena deve fare i conti con una storia malvagia a tal punto da rimanere ai margini delle conversazioni, non si nominano i suoi genitori deportati o il suo fratellino di cui ricorda sempre piu’ vagamente il viso paffuto. Rimane segregata in casa finchè non parla fluentemente il tedesco, deve sostenere il giudizio severo di una società a cui non sente di appartenere. Chiara vive con una certa spregiudicatezza la sua esistenza, una ragazza libera, come voleva essere Irena. Due donne che sarebbero state uguali se avessero vissuto nella stessa epoca, due donne che scopriranno di avere molto in comune oltre all’aspetto. I fiori sono protagonisti assieme a Chiara ed Irena, essi rappresentano un linguaggio universale, un ponte emozionale che supera la barriera di tempo e spazio e unisce intimamente il cuore delle due donne. Donne che devono ritrovarsi, per chiudere finalmente il cerchio e restituire amore a chi ne era stato privato dal destino.