Ripensandomi.

Conversazioni

Consideriamo il fatto che sono una persona ignorante. Non so. Non conosco. Uniamo questa mia consapevolezza ad un carattere ansioso. Oddio non so. Oddio non conosco. Il mix è micidiale. Rendersi conto di questo è un peso agghiacciante, e credi di essere senza via d’uscita. Avevo credo undici anni quando ho cominciato a pensare in questo modo di me stessa, in relazione al mondo esterno, ovviamente. Senza metri di paragone non potremmo mai conoscerci a fondo. L’adolescenza infatti è uno spartiacque tra quello che credevamo, le famose credenze e la verità, o la realtà, cruda e pura, non edulcorata e assicuro che la mia non lo è mai stata. In questa perenne dicotomia e contrapposizione eccomi, affacciarmi al Mondo, mi vedo nitidamente. Sono una ragazzina, matura per la mia età, ma troppo riflessiva. Non mi piacciono molto le persone, inclusi gli adulti. Mi correggo. Soprattutto gli adulti. Li trovo ondivaghi. Non mi raccontano la verità. Ed io a undici, dodici, tredici anni la verità la vedo, ne ho vista tanta. Ingurgitata e vomitata, più e più volte. Mi guardate con sguardo stupito, eppure non sapete quanto la vostra falsità mi offenda. Ma non posso dirlo a nessuno, non conosco le parole esatte per esprimere il senso di inadeguatezza e di disillusione che mi provoca affacciarmi alla realtà. Quindi leggo. Nella mia stanza, cerco tra le pagine dei libri, risposte. Le cerco forsennatamente. Proust, quando avevo quindici anni era il mio migliore amico, Marquez mi aveva insegnato cosa significa un amore per sempre, malgrado tutto, Flaubert mi aveva raccontato del dolore. Sono sconfitta da questo mondo orrendo nel quale mi dovrò tuffare, prima o poi. L’unica strategia che riesco a trovare è un diversivo, faccio finta che nulla mi interessi. Vivo, nel senso che inspiro ed espiro, eseguo le mie debenda. Poi che farne, sfuggo tutto ciò che posso sfuggire, il confronto con questa realtà che ho già intravisto, come la vedo oggi a quarantadue anni, non mi piace. Mi sottraggo perché già so che la delusione sarà cocente. Mi ripenso e vedo un po’ di Emily Dickinson, mentre con le manine aggrappate alla mia penna scrivo diari pieni di filosofia esistenzialista adolescenziale, ma rileggendo, scopro che di adolescenziale c’è ben poco. Ho scritto di un dolore molto più inspiegabile. Mi rendo conto di aver vissuto per anni sul ciglio di un burrone, nessuno se n’era accorto, perché sorridevo sempre. Vivevo oscillando tra il conformismo richiesto e l’agognata follia da disertore.

Per poco, pochissimo, la mia vita non si è trasformata in una tragedia, ma quella che viviamo è un’avventura fatta di chiaro scuri, di ipocrisie infinite e di compromessi: ciò che rifiutavo da adolescente. Il mio percorso è stato accellerato, violento, impervio e pieno di lacrime che, generose e pazienti, mi hanno forgiata come steatite. A qualcuno sembrerà di una lontananza siderale eppure è la mia storia. Oggi questa sono io, summa di tutto quello che ho visto e che non ho potuto esprimere e che ha sedimentato dentro di me un hummus dal quale attingere. Un filtro attraverso il quale osservo la realtà. Distaccata ed al contempo coinvolta. Un equilibrio in perenne movimento. Ma libera. Si, posso affermare di essere libera, dopo aver camminato per certe lande desolate del mio spirito, aver respirato a fondo la solitudine a cui siamo naturalmente destinati, dopo aver accettato il mio passato semplicemente vedendone il bello, questo deserto umano in cui siamo destinati ad esistere appare nulla a confronto, onestamente. Ringrazio sempre per il viaggio fatto. Senza di questa avventura, la mia percezione del mondo e di me stessa non sarebbero uguali. Non potrei scriverne, anche se scrivere è sempre stato il mio rifugio, la mia scialuppa di salvataggio. E continuo, sperando di poterlo fare a lungo, con racconti che possano suscitare emozioni, semplicemente perchè vicini al cuore di chi legge. Il miracolo, la magia arcana e lo stupore insito nella chimica inaspettata suscitata dalla mescolanza di parole e pensiero. Il ponte tra scrittore e lettore, quello che non ho mai avuto il coraggio di costruire ma che ritengo sia arrivato il tempo di progettare.

The Curse di Damiana Giacobbe

Recensioni, Scrittura

Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un video in cui, Damiana Giacobbe, l’autrice del romanzo che mi appresto a recensire, parlava della sua raccolta di racconti “Ritratti di zucchero” edito per Montedit con cui ha vinto il premio Prevert. Incuriosita dai modi gentili con cui questa giovane scrittrice esordiente si presentava, ho deciso di curiosare nel suo profilo Instagram ed ho scoperto che in quel momento, credo fosse fine gennaio, era completamente immersa nella sua avventura con Bookabook, nota casa editrice con modalità crowdfunding molto gettonata tra gli autori emergenti. Ebbene, d’istinto ho preordinato il libro, curiosa da un lato e desiderosa di appoggiarne un sogno dall’altro. Scrivere per Damiana è ossigeno, comprendendo questa necessità mi piaceva l’idea di essere un piccolo mattoncino nella costruzione di questo suo obiettivo che in effetti ha centrato, portando a termine con successo la sua campagna. Purtroppo presa da milioni di letture in sospeso sono riuscita a leggere il romanzo soltanto nelle ultime settimane e devo dire che è stata una piacevole sorpresa. Non mi ero resa conto si trattasse di un fantasy, ho scaricato il libro ed iniziato a leggerlo, volutamente a scatola chiusa, senza documentarmi, per non farmi condizionare nel mio giudizio.

La storia parla, come si evince dal titolo, di un sortilegio, anzi ad essere precisi di una maledizione. Attorno a vicende che attraversano il tempo, personaggi comuni e del tutto ignari del destino che li unisce, si apprestano a vivere la loro vita, con tutti i problemi del caso. La protagonista, Cleo Wood, è un’adolescente di diciassette anni, tormentata, molto riflessiva e poco appariscente che negli ultimi tempi vive con difficoltà le relazioni familiari. La madre sta iniziando una nuova convivenza che stravolge la quotidianità di Cleo, le relazioni con il patrigno ed il fratellastro sono molto complicate e a tratti il fratellastro è imperscrutabile per noi come per il personaggio. Per sfuggire alle tensioni in casa Cleo, invaghita del suo professore si rifugia sempre più in questo suo sentimento inizialmente unilaterale e casto ma che poi, con il passare del tempo assume connotazioni più intense tali da intimorirla. Nel mentre questa relazione si svela sempre più sconveniente il rapporto con il suo fratellastro Remì finalmente sembra distendersi, scopriranno di avere in comune molto più di quanto non potessero immaginare. I personaggi vengono sbalzati ed intrecciati in un flusso di tensione che ci svela lentamente e non senza colpi di scena molte retrospettive, presentimenti e visioni. Si rimane interdetti a tratti, e poi la storia vira verso nuove direzioni.

Devo dire che pur discostandosi completamente dalle mie normali letture, questo romanzo mi è piaciuto, sicuramente lo stile c’è, è un primo romanzo in cui Damiana Giacobbe ha messo tutta se stessa, l’impegno di vede molto. Ritengo le premesse ci siano tutte per continuare a leggere in futuro nuove storie che riserveranno evoluzioni stilistiche e di contenuti. Stay tuned!

Lucy

Salti nel passato e voglia di rivincita.

Conversazioni, Scrittura

Ci sono fotogrammi. Scene particolari della nostra stessa vita che si cristallizzano nei ricordi, di tutto il contorno non resta niente, ma quella situazione per qualche ragione si imprime indelebilmente nella nostra memoria. Un ricordo, anche bello, può diventare doloroso un giorno, ma in quel momento non lo sappiamo, viviamo, inconsapevoli della nostra fortuna. Chiudo gli occhi e respiro, come fosse adesso, la grande felicità provata un giorno di giugno del 2001, in bicicletta a tutta velocità, sfreccio sotto i portici di Padova, l’ultimo esame in programma per la sessione, architettura del paesaggio – andato – tra l’altro con un bel trenta e lode. Quel lavoro in pizzeria – mollato il giorno prima – mi ero stancata di lavare piatti senza guanti di gomma ed uccidere scarafaggi col piede per liberare la strada alla cuoca in cucina. Il limite alla mia sopportazione credo di averlo raggiunto una settimana fa, durante un turno a pranzo, una pizza fumante con una bestiolina carbonizzata e mimetizzata, con le zampette rattrappite, tra le bolle annerite del cordolo. Il piatto, dalla bocca del forno era arrivato  fino al tavolo dei signori Lovato, ci conosciamo tutti al Portello. Un urlo in sala, poi silenzio, imbarazzo, movimenti rapidi delle sedie. L’uscita discreta degli ospiti aveva segnato il proprietario e la sua famiglia, io ero una dei pochi dipendenti extra. Erano delle brave persone, gentili e corrette, ma  il Portello, la zona residenziale sopra in canale, era infestato dalle blatte fuochiste, piccoli ed impertinenti scarafaggi rossicci, ma per non farsi mancare nulla faceva capolino anche qualche personaggio più corpulento e scuro. Nel ricordare queste creaturine rabbrividisco, nulla mi fa più orrore di questi insetti. Avevo capito che il mio tempo presso questa famiglia allegra era finito e forse anche la loro lunga avventura da ristoratori, ma al di là di questo, l’estate era sempre uno spartiacque per me. Tra una sessione e l’altra succedevano cose incredibili, a giugno ottobre sembrava lontano anni luce. Pregustavo il ritorno a Trieste in treno, una birretta fresca bevuta in cucina con i miei genitori a cui raccontare tutte le avventure degli ultimi mesi, il  puntuale ed allegro garrito delle rondini che ogni anno trovavano spazio sopra le grondaie della corte grigia su cui si affacciava la sala da pranzo. Sogno di essere già li, ma devo ancora fare tutto il viaggio in treno, lungo, caldo e scomodo.    

Parcheggiata la bicicletta dentro il garage, recupero lo zaino preparato la mattina presto prima di andare in sede a sostenere l’esame. Recupero il dolce del Santo che piace tanto a papà. Lo avevo comprato al mercato tradizionale che si svolge in Prato della Valle il 13 giugno appunto per Sant’ Antonio, patrono della città. Mi ero sentita molto padovana di adozione in quel frangente. Se non lo conoscete si tratta una torta con punte di pasta sfoglia ai lati e ripiena di un impasto morbido alla mandorla e sopra tanto zucchero a velo, viene imbustata in nylon trasparente, la metto in una borsa di carta bianca per non rovinarla, imbraccio il mio zaino e mi avvio a piedi verso la fermata dell’autobus, fa troppo caldo per arrivare a piedi fino la stazione dei treni. Mi fermo dal solito tabaccaio all’angolo, vicino al silos degli autobus, compro gomme da masticare e due biglietti orari. Ci sono sempre le stesse due persone dietro il banco che si alternano da anni, vicino invece noto una nuova attività di pizza al trancio, ottimo prima o poi la provo. Metto i biglietti in tasca e con lo zaino pesante in mano mi avvio nella calura. Pochissime persone camminano a piedi in questa zona residenziale, tutto intorno palazzetti con garage sotto, oppure villette accostate. Un signore elegante dentro una macchina scura mi chiede il numero di telefono, oggi so che si chiama cat calling, faccio finta di non aver sentito, come al solito. Mi dirigo con passo deciso alla fermata dell’autobus, per fortuna c’è una coppia di signore anziane, ora mi sento più a mio agio. Sono infastidita, ma mio malgrado, abituata a queste situazioni che si presentano all’ordine del giorno. Arriva l’autobus ed in poche fermate sono arrivata all’ampio piazzale davanti la Ferrovia. Sgattaiolo tra gli spacciatori, supero il solito drappello di ragazzi tunisini che fischiettano mandandomi segnali di disponibilità, continuo per la mia strada ignorando questi uomini ammiccanti in canottiera, sono tutti uguali, evito accuratamente di guardarli in faccia, cammino assorta nei miei pensieri. Una catasta di biciclette ammassate e incatenate le une con le altre fanno bella mostra di se luccicando sotto il sole dell’ora di pranzo. Molte lunedì non saranno più li, in parte recuperate dai legittimi proprietari, in parte destinate al mercato nero delle bici rubate a cui gli studenti, di regola senza molti soldi, ricorrono pur consapevoli di fare una brutta cosa ma spinti dalla necessità di avere un mezzo per spostarsi in città tra casa lavoro e lezioni, probabilmente perché la loro bicicletta era stata rubata la settimana prima. Entro nell’atrio della stazione, il caldo umidiccio aumenta, file interminabili di ragazzi e ragazze con i capelli appiccicati sulla fronte e le magliette chiazzate si accalcano davanti alle casse e agli sportelli automatici, mi metto in fila. Negli anni a Padova credo di aver fatto scorta di attese, file, odore di sudore e disappunto, una palestra per la vita, che ho capito constare soprattutto di queste cose e poche gioie nell’intermezzo.

Ritorno in me, quanti anni saranno passati da quel giorni di giugno, quasi venti. Due  decadi eppure indelebile quell’emozione mi torna indietro come un boumerang, carica di nostalgia. Una sottile consapevolezza di aver vissuto già molte chances, di averne colte alcune e perse altre. Probabilmente in queste due decadi non ho visto il potenziale di molte cose che potevano succedermi, a tratti mi sono lasciata interrompere da chi interferiva con le mie scelte e con la mia vita, giocandoci. Ma questo è il ritmo della mia esistenza, alti e bassi, imperscrutabili per chi mi osserva e che non sa, esattamente, cosa sia stata la mia vita e aggiungo, va bene così. Ora stiamo uscendo da questa fase rossa e da oggi a Trieste rientriamo in arancione. Chi mai avrebbe detto che i colori sarebbero stati i nostri alleati o nemici quotidiani, che ci saremmo chiesti con gli amici sparsi per l’Italia: «Ma tu, di che colore sei?». Torneremo bianchi, il colore che contiene tutti i colori, torneremo a splendere a sorridere, ci vorrà ancora del tempo, ma nel mentre so, ne sono certa, ho preso delle decisioni, intrapreso dei percorsi, stravolto la mia routine e puntato degli obiettivi. Questo reinventarsi e lavorare con costanza è l’unica strategia sostenibile nel lungo termine, l’unico modo che abbiamo per sfruttare il nostro potenziale e tirare fuori, da questa roccia da scolpire, la splendida opera d’arte in cui siamo chiamati a trasformarci per esserci, consapevoli, essenziali ed unici per chi ci circonda. Devo lavorare sulla pazienza, ma la mia voglia di rivincita è uno sprone che mi ha sempre fatto puntare lo sguardo più in la, conducendomi a mete un tempo inaspettate.

Ad maiora Lucy!

Post di chiacchiere! Letture multiple!

Conversazioni

Buongiorno, questa mattina complice una prima tazza di caffè fumante, ora faremo anche la seconda, prima di immergermi in un milione e mezzo di debenda, ecco che vorrei parlare della mia modalità di lettura. Da qualche tempo ho deciso di impegnarmi molto per quel che riguarda i libri. Ammetto di aver trascorso qualche anno buio per quanto riguarda questa mia passione, come se non riuscissi ad individuare il bandolo della matassa in cui mi stavo aggrovigliando. Non riuscivo a trovare la concentrazione necessaria, sempre circondata da persone e assillata da tanti problemi, ogni volta che mi sedevo tranquilla con un libro in mano, ecco risaliva viscido il senso di colpa a dirmi devi fare ancora questo e quello, chiudevo il libro e mi impegnavo, non bastava mai. Tanto che alla fine, l’unico momento di relax dopo cena con la televisione era fare a maglia, che per carità mi piace, ma non quanto leggere. Nel vivere così mi sentivo un’ameba ma non trovavo il modo di uscire da questa routine. Quindi complice la pandemia, ho avuto più tempo per me stessa, senza tutte le interruzioni a cui vengo continuamente sottoposta, analizzando i miei desideri ed organizzandomi meglio, sono riuscita a ricavarmi del tempo.

Ora, avendo chiuso il mio B&B sicuramente è più semplice, anche se ci sono comunque tante cose da sistemare, burocratiche e non, aggiungiamoci anche che sono una persona malata di “pulizia&ordine”, ad ogni modo ora posso ricavare diverse ore al giorno per leggere. Fin qui tutto bene, direte voi. Magari! Perché io sono un’esperta nel doppio carpiato delle complicazioni esistenziali, ovviamente. Quindi leggere diventa una sorta di maratona ma, ragazzi, con gli ostacoli. Devo leggere tanti libri. Alcuni erano in lista da anni, altri li vedo in giro e li salvo e scarico, altri novità mlol sono in attesa e ho un mese per leggerne quattro. Corri corri Forrest! Sento una vocina alle mie spalle. E io corro a leggere o ad ascoltare un podcast appena ho un attimo. Poi c’è il blog tra poco collaborerò con un altro(!), amo condividere contenuti e comunicare in genere, ma attenzione solo se mi piace il tema e l’interlocutore sono una chiacchierona, altrimenti, statua di sale. Ultimamente ho creato un contest di scrittura che, sembra di no, ma richiede attenzione e tempo, ne sono entusiasta! Non ancora paga ovviamente ho avviato i mio primo gruppo di lettura che parte il 25.04.21 appositamente per portare avanti un libro (lunghetto) che mi interessava, Il mare sotto le stelle, se volete eccovi il link diretto alla chat telegram per iscriversi! A breve pubblicherò le tappe che saranno molto soft una sessantina di pagine a settimana!

ECCO IL LINK PER CONDIVIDERE I PROGRESSI! PARTIAMO IL 25.04.21!

https://t.me/joinchat/2Ee5RAmo2p40YmY0

Detto questo parliamo di organizzazione, ho dovuto cominciare a stabilire delle tappe per raggiungere i miei obiettivi. Si fa con tutto così.

L’organizzazione, in ogni cosa è la chiave del successo.

Ho stabilito fasce orarie e tipologia di letture. Divido i libri in obiettivi e leggo in base al programma. Ma ovviamente non voglio perdere il piacere di leggere solo per attenermi ai programmi, quindi se poi tra le mani mi capita un testo particolarmente bello, come è capitato con Circe della Miller, ecco che mollo tutto il resto mi concentro su questo libro ed una volta ultimato, riprendo il mio ritmo!

Ecco come mi sono organizzata per la lettura, ci sono ancora grossi margini di miglioramento, considerato che in queste ultime due settimane a causa di parecchi impegni e lavori a casa, non sono riuscita a proseguire bene con i miei programmi, ma credo con il tempo si migliori sempre di più. Soprattutto vedo che man mano che passano i giorni aumenta il mio livello di concentrazione.

Importante, il cellulare ed i social sono uno strumento fantastico di condivisione e socializzazione ma anche un elemento di disturbo, per quanto concerne il proprio focus, quindi ho stabilito alcuni momenti specifici della giornata in cui connettermi e utilizzare i social, in modo da non disperdere troppe energie per queste utili attività, concentrandole in tre momenti mattino, pranzo, cena, massimo mezz’oretta a volta e credetemi non è semplice fare tutto in poco tempo, a volte sforo, bisogna stare attenti!



Ottimo questa è la giostra sulla quale sono salita da qualche mese a questa parte, mi sto divertendo e prendendo le misure per trasformare questa fase in un’esperienza costruttiva ed interessante in cui dare pieno sfogo alle mie passioni, alle mie capacità relazionali e alla mia voglia di scrivere che poi è il vero unico obiettivo di tutto questo lavoro!

Leggere a più non posso di tutti i generi e scrivere senza un domani. Perché le due cose vanno esattamente di pari passo.

SAVE THE DATE!!!! #SCATTOESCRIVO torna il 10.04.21

Recensioni, scattoescrivo, Scrittura

Carissim* Finalmente sabato 10.04.21 torna questo piccolo contest di scrittura!


Se ancora non lo sapete si tratta di un appuntamento bimensile con esercizi di scrittura creativa con i quali giocare con le parole e condividere un’esperienza collettiva divertente.
Mi piace tantissimo avere la possibilità di leggervi e anche di provare io stessa a trovare l’ispirazione cimentandomi in queste mini sessioni di scrittura!
La volta scorsa abbiamo affrontato i sogni dell’infanzia scrivendo una lettera al nostro Io bambino. Devo dire che molti hanno partecipato con grande entusiasmo, condividendo spesso frammenti personali della loro vita, davvero mi sono sentita in alcuni casi trasportata nella loro intimità, vi ringrazio di cuore per questa generosità nel mettervi in gioco, senza remore, perché una community di persone animate dall’amore per i libri e la scrittura, altro non può essere che un porto sicuro in cui esprimersi, senza timori di alcun genere. Lasciamo il flusso delle nostre creatività fondersi e condividiamo, per conoscerci di più.

Infatti chi riceve più like avrà alla fine la possibilità di presentare il proprio lavoro e le proprie aspirazioni alla community, creando una catena di condivisioni e di interesse che sono alla base della vita nei social, a mio modesto avviso. Sto incontrando e leggendo di tante persone interessanti. La volta scorsa mi è quasi dispiaciuto avere un solo posto da destinare, perché avrei voluto saperne di più di molti di voi… spero lentamente di averne l’opportunità!

Ecco cosa faremo il 10.04.21 3 step sempicissimi:

Siamo quindi arrivati al nuovo appuntamento e questa volta ho pensato ad un gioco interattivo sulla base della foto che troverete nel post di sabato 10.04.21:

  1. scegliere e indicarci un libro dalla vostra libreria
  2. sfogliarlo e scegliere 5 parole a caso da inserire nel vostro pensiero collocandolo nella foto che pubblicherò sabato per il contest

    Vi sembra difficile? Non credo, dimenticatevi di voi stessi, delle vostre idee, di tutto ciò che vi circonda ed immergetevi in una dimensione nuova, inaspettata, dove può accadere di tutto.
    Chiudete gli occhi e lasciate le idee arrivare depositarsi ed intrecciarsi nella vostra fantasia.
    Non vedo l’ora di leggervi. Potrete postare i vostri commenti sotto il post di instagram @amatoluciana_ e farvi votare da quanti volete, segnalate l’iniziativa, condividetela nelle storie e ci divertiremo, più siamo e meglio andremo!

    PREMIAZIONI:
  3. I 3 testi più votati andranno a spareggio: lunedì sera metterò nelle storie un box per la votazione e poi chi riceve più voti verrà premiato con un’intervista personalizzata e pubblicata sul blog, gli altri due profili riceveranno delle storie ad hoc che sicuramente valorizzeranno il loro profilo!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti se parteciperete! Io sono entusiasta e non vedo l’ora di leggervi!

Lucy

Contest #scattoescrivo ecco chi si cela @libri.dietrolatendascarlatta

scattoescrivo, Scrittura

Eccoci al post dedicato al mio piccolo contest di scrittura a cui avete aderito con tanto entusiasmo!
Tra i partecipanti che si sono fatti notare per il testo originale e generoso sicuramente annovero loro Serena e Stefania che collaborano nella gestione del profilo @libri.dietrolatendascarlatta, le trovate su instagram il loro nome e la loro gallery mi hanno subito conquistata per la scelta dei titoli e devo dire la loro risposta subito propositiva a questa mia piccola iniziativa mi ha portato una grande gioia! Sono due ragazze molto solari e vedrete, piene di sogni!

Se anche voi desiderate partecipare a #scattoescrivo, questo sabato 27.03.21 ci sarà il prossimo appuntamento per giocare con le parole, divertirci, stuzzicare la fantasia e conoscerci! Dai vi aspetto!

Conosciamole!

  1. Parlateci un po’ di voi, da dove arrivate e come e perchè siete sbarcate su instagram?

Siamo Serena e Stefania, due amiche di lunga data e viviamo nella “regione che non esiste”, il Molise. 😅 Dal liceo agli studi umanistici all’università, sono molte le esperienze e le passioni che condividiamo. La lettura ne è una e abbiamo aperto questo profilo instagram per poterle condividere e per sentirci più vicine durante questa fase particolare per tutti.

2. Scrivete o vi limitate a leggere? Chi vi ha trasferito questa passione?

Ci piace immaginare storie, spesso parlando partiamo da una situazione semplice e iniziamo a fantasticare. Abbiamo scritto qualcosa, ma per ora la lettura continua ad essere predominante
Serena: La lettura è un momento irrinunciabile per me. Passione trasmessa da mia madre che legge di tutto e colleziona fumetti; da mia nonna, amante di Pavese e Silone, che mi leggeva favole ogni sera da bambina e infine dalla maestra delle elementari che ci invogliava a leggere con iniziative molto coinvolgenti.
Stefania: Sono sempre stata affascinata dai libri, dal loro odore e dal potere di far vivere emozioni e esperienze. Mio padre è il lettore di casa, leggere per lui è cibo per l’anima e la mente ed è ciò che ha trasmesso anche a me. A mia madre devo il primo ingresso in una biblioteca ed è lei che mi ha fatto conoscere il mondo delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi già da piccola.

3. Leggete? Quali sono i vostri tre autori preferiti e potreste darci una parola per convincerci a leggerli?

Essendo in due possiamo dirne 6? 😅 Isabel Allende, Jane Austen, le sorelle Brontë e Luis Sepúlveda. Li descriveremmo tutti con la parola “anima”, perché è a essa che danno voce, ognuno di loro con la propria unicità, ed è all’anima che parlano.

4. Scrivete? Quando e come avete cominciato?

Fino a un po’ di tempo fa la scrittura restava più in un mondo platonico e le idee non riuscivano a prendere forma sul foglio, c’era una specie di pudore. Finiti gli studi, abbiamo scoperto che insieme le cose stavano diversamente e abbiamo passato molte mattinate o pomeriggi a scrivere. In questo momento un po’ complicato, non potendo stare ore vicine, annotiamo idee sulla chat e diamo loro una forma quando abbiamo tempo libero da passare davanti a uno schermo, a distanza.

5. Avete pubblicato qualcosa o desiderate farlo in futuro? Dove potremmo acquistare il vostro libro? Oppure hai qualche progetto per il futuro da bookgrammer?

Conserviamo qualcosa nel cassetto e chissà, magari riusciremo a pubblicare. Progettiamo idee per la nostra pagina, per ora abbiamo già due rubriche mensili (una dedicata alla letteratura cilena e un’altra in cui viaggiamo per le regioni d’Italia attraverso i libri). Stiamo ancora imparando anche noi, vediamo come andrà e magari ci sarà tempo e modo per portare avanti altri percorsi.

6. Cosa potreste consigliare a chi ti sta leggendo per addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la pubblicazione di uno scritto?

Siamo da poco su instagram e il nostro consiglio per chi vorrebbe intraprendere questo percorso è quello di curare i propri contenuti essendo sempre sè stessi. Riteniamo che non si debba mai cambiare solo per piacere di più.

7. Dove vi vedete tra 5 anni, raccontateci, quali sono i vostri desideri?

 A sistemare gli scaffali della piccola libreria che vorremmo gestire…è così che ci vediamo tra 5 anni, magari resterà solo un sogno, ma è sempre bene coltivarli, no?!🙂

8. Grazie per il tempo che avete dedicato a questa intervista e se lo desiderate potete lasciare un pensiero qui, una massima, una citazione, una vostra frase topica in cui vi riconoscete.

Grazie per l’opportunità, è stato un piacere partecipare a questa iniziativa e, se possiamo, vorremmo lasciare un messaggio di speranza per il futuro, in un momento storico così complicato, citando alcuni versi di un romanzo meraviglioso di Isabel Allende.
“Infine fu l’alba. Avanzò l’aurora come un fiore di fuoco e cacciò lentamente l’oscurità. Il cielo schiarì e la brumosa bellezza del paesaggio scaturì dinanzi ai loro occhi come un mondo appena nato.”

Grazie a voi ragazze per la vostra energia positiva è stato bello leggervi e scoprire di più di voi due. E spero il vostro sogno si concretizzi e di poter ordinare libri da voi un giorno!

Questa era l’ultima intervista in programma mi scuso per il piccolo ritardo nella pubblicazione sabato spero di leggervi in molti e di vedere i vostri commenti sotto i testi e i like!
Ricordo che dal prossimo evento solo un profilo riceverà questa mini intervista e così un piccolo posto in vetrina qui nel blog ma credo parleremo anche del testo che vi proporrò perché si tratta di un esercizio di scrittura molto intrigante e penso utile per tutti!

Stay tuned!
Con molto affetto!

Lucy

Scatto e scrivo

scattoescrivo, Scrittura

Eccoci come promesso al post di oggi, dedicato sempre al mio piccolo contest letterario.

Di cosa si tratta? Io amo la fotografia e ho pensato di proporre uno scatto e chiedere alla mia community di inventare una storia, l’ispirazione è libera oppure ci sono delle piccole indicazioni o suggerimenti! Un modo per giocare con le parole e conoscerci di più. Se vi piace l’idea il prossimo appuntamento è

sabato 27.03.2021

Il racconto che riceverà più like verrà selezionato e l’autore riceverà una piccola gratifica, ogni volta diversa. Nell’ultima edizione si trattava di un’intervista per farsi conoscere più a fondo e ho deciso di propporla a tutte 5 le ragazze appassionate di libri e scrittura che hanno voluto cimentarsi! Grazie davvero a voi è stato un piacere leggervi e vedere il vostro entusiasmo!


Ecco l’intervista che vi porterà nel mondo di @ilvelieroincantato il link di questa ragazza mi aveva subito attratta e i suoi modi gentili mi hanno conquistata!

Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei sbarcat* su instagram?

 Sono una ragazza di 30 anni della provincia di Bergamo e faccio un comunissimo lavoro, che però non mi fa sentire realizzata. Forse è proprio per questo che ho deciso di aprire la mia pagina Instagram: per portare nella mia vita un po’ di creatività e trasmettere la mia grande passione per i libri, che da sempre mi fa sentire viva.

Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa passione?

Leggo tantissimo, ma adoro anche scrivere e, dire la verità, non mi ha influenzato nessuno: mi è venuto spontaneo e naturale. Però in famiglia ho una nonna e un nonno che da giovani scrivevano poesie; chissà forse l’ho ereditato da loro. 

Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti darci una parola per convincerci a leggerli?

Leggo giorno e notte. Per me è come una boccata di ossigeno, non potrei vivere senza.

Ecco i miei autori preferiti e le mie parole chiave per loro:

Jane Austen: sublime

Emily Bronte: profonda

Charles Dickens: infinito

Scrivi? Quando e come hai cominciato?

Sì, scrivo da quando ero adolescente. Ho iniziato con il classico diario segreto, poi nel tempo mi sono spinta oltre, scrivendo poesie e racconti per bambini

Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove potremmo accquistare il tuo libro? Oppure hai qualche progetto per il futuro da bookgrammer?

Non ho ancora pubblicato, ma mi piacerebbe riuscirci un giorno. Per ora sono ancora troppo incostante: serve molta disciplina e spesso non concludo le storie che scrivo, ma sto migliorando. Un progetto futuro (che in realtà ho già iniziato) è quello, oltre a recensire libri, di pubblicare sul mio blog qualcuno dei miei scritti.

Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la pubblicazione di uno scritto?

Di essere il più spontanei possibile. E’ importante liberarsi di ogni tabù e scrivere ciò che si ha nel cuore, senza paura. All’inizio ho fatto fatica a causa della mia incrollabile timidezza, ma poi mi sono detta che è importante farsi conoscere per quello che si è. Così ho abbassato il velo e mi sono lanciata; lo consiglio a tutti quelli che vogliano approcciarsi a questo settore.

Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi desideri?

Il mio desiderio più grande è quello di lavorare nell’editoria. Tra 5 anni mi piacerebbe fare un lavoro in questo ambito e, perché no, essere già riuscita a pubblicare un mio libro.

Grazie per il tempo che hai dedicato a questa intervista e se lo desideri puoi lasciare un tuo pensiero qui, una massima, una citazione, una tua frase topica in cui ti riconosci.

Grazie mille a te per avermi dato questa splendida opportunità!

Penso che i libri possano cambiare la nostra vita ed essere un toccasana per l’anima. Quando leggiamo, la nostra mente viaggia attraverso il tempo e lo spazio, e credo che questo sia un dono inestimabile: poche cose altre cose nella vita possono eguagliarlo.

Ti saluto con la mia citazione preferita, di Rossella O’Hara: “Dopotutto, domani è un altro giorno!”.

Grazie a te Nicole per questa ventata di energia positiva ne abbiamo tutti molto bisogno!!

E’ stato un vero piacere leggerti e spero avremo modo di condividere tanti libri e un piccolo pezzo di questa tua strada per raggiungere il tuo sogno!

Vi piace l’idea? Se vi resta qualche curiosità fatelo sapere nei commenti e poi domani altra intervista! Stay tuned!!


Lucy

Scatto e scrivo il mio contest di scrittura!

scattoescrivo, Scrittura

Siamo arrivati al momento in cui vi parlo di una mia iniziativa legata alla scrittura, sono molto emozionata al riguardo.

Quando ho creato i mio account su instagram dedicato ai libri non avevo esattamente idea di come riempire questo spazio. Mi sembrerebbe riduttivo limitarlo a mie recensioni, non sono un critico letterario, quale valore aggiunto potrei dare a chi legge.

Invece so di essere una persona molto creativa ed empatica. Ci sono numerose attività di cui voglio occuparmi nella vita, uno dei primi posti è occupato certamente dalla scrittura e ho pensato ad una iniziativa che possa fondere in se questa mia passione, la fotografia e la voglia di conoscere tante persone. Memore di un vecchio esercizio di scrittura fatto tanti anni fa ho pensato di proporre nel mio profilo instagram una foto e chiedervi di scrivere cosa quell’immagine vi racconta, fino ad ora ho lasciato tema libero e anche lunghezza e modalità. Con il tempo mi piacerebbe trasformare questo appuntamento in una sorta di palestra e direi in un luogo in cui confrontarsi. Vedo che ci sono molti profili di aspiranti scrittori come me del resto, siccome mi piace molto l’idea di supportarli vorrei dedicare ogni volta ad evento concluso, un post nel mio blog alla persona che riceve più like al suo commento!

IL PROFILO CHE È STATO PIÙ VOTATO DI CHIAMA @DUEADUE_ROMANZO ECCO DI SEGUITO L’INTERVISTA CHE LE HO FATTO PER CONOSCERLA DI PIÙ, SONO CURIOSISSIMA DI LEGGERE I VOSTRI COMMENTI!

<p class="has-drop-cap" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">L' ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco. L’ ultima edizione fatta il 13.03.21 ho pensato, visto che era la prima con commento lungo, di premiare tutti i 5 profili che hanno avuto il coraggio e la voglia di buttarsi, anche questo non è da poco.


Ecco il calendario con le uscite dei post ed i profili che vi presenterò:

  1. @dueadue_romanzo post il 21.03.21
  2. dami_giac diretta 21.03.21 ore 20.00
  3. @ilvelieroincantato 22.03.21
  4. @natasciafacchini 23.03.21
  5. @libri.dietrolatendascarlatta 24.03.21

  1. Parlaci un po’ di te, da dove arrivi e come e perchè sei
    sbarcat* su instagram?

Ciao, mi chiamo Grazia Marzolla e sono l’autrice del romanzo Due a due edito da Giovane holden edizioni a ottobre 2019. Sono pugliese, lavoro nel turismo per un’agenzia che affitta ville di lusso in valle d’itria ma da un anno faccio la mamma a tempo pieno. Sono sbarcata qui su Instagram per dare la possibilità alla mia opera di arrivare a nuovi lettori.

  1. Scrivi o ti limiti a leggere? Chi ti ha trasferito questa
    passione
    ?

Leggo da quando avevo più o meno 13 anni, mi sono appassionata autonomamente alla lettura iscrivendomi a quegli abbonamenti mensili che arrivavano per posta di acquisto libri da catalogo cartaceo. Ho iniziato a scrivere di ritorno da un viaggio di volontariato in Africa undici anni fa ma quelle pagine sono rimaste nel cassetto. Ho ripreso poi due anni fa in un periodo un po’ buio della mia vita quando volevo un figlio ma non stava arrivando. Leggo ma non sono una divoratrice di libri. Mi piace usare il mio tempo libero anche per fare passeggiate, stare con la famiglia e cucinare. Tre autori che mi sono rimasti nel cuore sono Kalhed Hosseini, D’avenia & Mazzantini. Per tutti e tre mi piace il modo diretto e reale con cui arrivano. D’Avenia anche per la sua capacità di portare la fede e Dio in una maniera non invadente(cosa che ho cercato di riproporre nel mio libro) e la Mazzantini per la sua dote di graffiare dolcemente.

  1. Leggi? Quali sono i tuoi tre autori preferiti e potresti
    trovare una parola per convincerci a leggerli?

Ho sempre scritto pensieri, sfruttando negli ultimi anni la possibilità di divulgarli con semplici post sui social. Nell’inverno del 2019 però ho avuto la prima vera ispirazione e ho scritto il mio primo libro in soli tre mesi. Ho iniziato semplicemente mettendomi davanti al pc lasciando fluire tutto ciò che arrivava.

  1. Hai pubblicato qualcosa o desideri farlo in futuro? Dove
    potremmo accquistare il tuo libro? Hai qualche progetto
    per il futuro da bookgrammer?


Ho pubblicato il romanzo “Due a due” in seguito ad una proposta da parte della casa editrice Giovane Holden. Potete trovarlo online su tutti i siti noti: ibs,Amazon, Libraccio e il sito della casa editrice nella sezione autori. Non ho progetti come bookstagrammer, sono sui social più in veste di autore con la speranza di far conoscere il mio romanzo.

  1. Cosa potresti consigliare a chi ti sta leggendo per
    addentrarsi nel mondo bookgrammer o per la
    pubblicazione di uno scritto?


Il mio consiglio è di scrivere senza pretese e proporsi con ancora meno. Chiunque pubblica qualcosa pensa di aver scritto l’opera più bella del mondo…(un detto lo dice “scrivi il libro che vorresti leggere“) ma in realtà è un mondo così grande e vasto che restare con i piedi per terra e accettare che c’è sempre da crescere è un’arma vincente. Il mio mantra è “Due a due l’ho scritto per me stessa e per chi è destinato a leggerlo.” Niente sforzi e pretese, rovinerei la magia della sua natura.

  1. Dove ti vedi tra 5 anni, raccontaci, quali sono i tuoi
    desideri?

Sinceramente mi vedo esattamente dove sono. Forse e spero con la continuazione di Due a due pubblicata e chissà un altro figlio. Sono più donna mamma e moglie che scrittrice in carriera

Grazie di cuore per il tempo dedicato a questa intervista!
Se avete letto e se vi è piaciuta vi chiedo di fare una piccola story in instagram così da far conoscere Grazia anche ad altri lettori!
Spread Love!

Lucy

I fiori nascosti nei libri di Silvia Montemurro

Recensioni

Chiara, giovane stilista, muove i suoi primi passi nel mondo della moda. Ha ricevuto l’invito, da parte di un hotel di lusso a Sankt Moritz in Svizzera, di presentare la sua nuova collezione durante un evento, un’occasione inaspettata che la galvanizza, senza pensarci troppo parte piena di entusiasmo. Il viaggio in macchina però si dimostra quasi subito difficoltoso per una fortissima nevicata. Giunta alla dogana la avvisano che la strada è chiusa e non può proseguire a causa dell’allarme valanghe, le consigliano di pernottare presso Villa Gorbald. Brutto colpo per Chiara che non aveva preventivato nessun imprevisto del genere, partendo da una Firenze in cui la primavera stava appena sbocciando. Il suo soggiorno presso Villa Gorbald, la inquieta fin da subito. I due custodi Arold e Thomas, la osservano con un certo imbarazzo e seppure contraddistinti da una gentilezza fuori tempo, la fanno sentire a disagio. Si aggira nelle stanze della casa e viene rapita dai dettagli, dai profumi, da suoni e scricchiolii che non riesce a capire se provengono dalla sua fantasia o se davvero si propagano dagli spazi piu’ nascosti della Villa. Un quadro in particolare la rapisce e la lascia senza parole, ritrae una donna che le assomiglia in modo sorprendente, ma questa immagine sembra dissolversi enigmaticamente durante la notte. Chiara si interroga su questa figura femminile, gira per le ampie stanze, i corridoi, la biblioteca ed in un gioco di indizi tra fiori, quadri e lettere riesce a comunicare con questo fantasma del passato. Irena, tramite le sue lettere nascoste, parla a Chiara della sua fuga da Cracovia prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, della sua adolescenza solitaria, poi della scuola fatta proprio a Villa Gorbald che ospitava giovani di buona famiglia da preparare al mondo del lavoro, del suo amore clandestino per il contrabbandiere Toni, dei dolori della sua vita e delle speranze mai sopite. Un parallelismo tra due donne, separate dal tempo e dagli eventi.

I fiori nascosti nei libri è l’ultimo romanzo di Silvia Montemurro. La storia è un intreccio di enigmi e destini che si rincorrono attraverso il tempo ed i luoghi. Frash back che fanno incursione nella vita della protagonista Chiara. Il romanzo fa uso della forma dell’epistolario, capiremo con lo snodarsi del racconto il motivo per cui, un fantasma del passato, Irena, decide di comunicare in modo così personale e materico con Chiara. Interessante è il parallelismo creato tra due donne, simili nell’aspetto, come inequivocabilmente i quadri suggeriscono, ma separate dalla loro storia personale, dai contesti in cui sono cresciute, dall’epoca storica in cui vivono. La prima lettera di Irena ci catapulta in Polonia, siamo all’inizio della seconda guerra mondiale racconta che i suoi genitori, per metterla in salvo dalle persecuzioni di cui si cominciava a mormorare a Cracovia, l’avevano affidata ad un’amica della madre in Svizzera. Qui, una delle scene topiche del libro, che racchiude il filo conduttore della storia, un fiore, da proteggere e preservare con coraggio e determinazione. Irena deve fare i conti con una storia malvagia a tal punto da rimanere ai margini delle conversazioni, non si nominano i suoi genitori deportati o il suo fratellino di cui ricorda sempre piu’ vagamente il viso paffuto. Rimane segregata in casa finchè non parla fluentemente il tedesco, deve sostenere il giudizio severo di una società a cui non sente di appartenere. Chiara vive con una certa spregiudicatezza la sua esistenza, una ragazza libera, come voleva essere Irena. Due donne che sarebbero state uguali se avessero vissuto nella stessa epoca, due donne che scopriranno di avere molto in comune oltre all’aspetto. I fiori sono protagonisti assieme a Chiara ed Irena, essi rappresentano un linguaggio universale, un ponte emozionale che supera la barriera di tempo e spazio e unisce intimamente il cuore delle due donne. Donne che devono ritrovarsi, per chiudere finalmente il cerchio e restituire amore a chi ne era stato privato dal destino.